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Sempre più studenti a distanza sono vittime di cyberbullismo

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Sono mesi che gli studenti italiani si misurano quotidianamente con la didattica a distanza, proiettati, da febbraio, in un futuro online al quale la scuola non era ancora attrezzata. La pandemia ha costretto i ragazzi a confrontarsi con nuovi problemi: alcuni strutturali, come il digital divide; altri umani, come l’emergere e l’aggravarsi del cyberbullismo.

Il report su cyberbullismo e didattica a distanza

Lo racconta l’ultima indagine dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche (Di.Te) in collaborazione con il portale Skuola.net e con VRAI, su un campione di 3.115 studenti italiani. Dalle risposte dei ragazzi emerge che i casi di cyberbullismo e di autoisolamento legati a essi sono aumentati: uno studente su 8 ne è stato vittima da febbraio a oggi e il 67% di loro si è poi chiuso in se stesso. Abusi spesso seguiti dalla pubblicazione online o in chat dei video che li riprendono «E queste immagini» sottolinea il prof. Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta, docente universitario e presidente di Di.Te «rischiano di rimanere nel web per sempre, con tutte le conseguenze immaginabili». È proprio la natura digitale del nuovo ambiente scolastico a rendere più facile l’emergere del bullismo. Nella scuola di oggi «manca un elemento fondamentale della relazione educativa: la presenza fisica» scrive Daniele Grassucci, direttore e co-founder del portale Skuola.net. «L’immaterialità della relazione digitale ci libera da tutta una serie di freni inibitori scatenando fenomeni feroci come l’hate speech o il cyberbullismo». Anche per questo la didattica a distanza «va assolutamente considerata come una soluzione di emergenza». In risposta a questi problemi i ragazzi chiedono una nuova materia che, pandemia o meno, potrà essere loro molto utile in futuro: l’educazione digitale. Il 70% degli studenti vorrebbe studiarla: «La GenZ si è accorta che i social non sono un gioco da ragazzi: circa 4 su 5 gradirebbero lezioni di educazione digitale a scuola» conclude Grassucci.

Il cyberbullismo in Italia

I numeri del cyberbullismo nel nostro paese sono in crescita e si legano a doppio filo alla nuova società digitale. Il fenomeno tocca soprattutto giovani e giovanissimi, l’85% dei quali è costantemente connesso alla rete attraverso lo smartphone ed è più esposto a dinamiche tossiche online: dal sexting non richiesto al revenge porn, fino al cyberbullismo. Secondo la psicologa clinica Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, «le vittime delle violenze digitali sono molto più a rischio di suicidio rispetto alle vittime di bullismo fisico e verbale e a tutti gli altri adolescenti. Le femmine sono più a rischio dei maschi perché spesso vengono violate nella loro intimità, ad esempio con l’invio di video intimi e sessuali». Una delle indagini portate avanti dalla dott. Manca si è concentrata su 7.000 studenti: il cyberbullismo, per quanto meno diffuso del bullismo (6,5% contro il 20%), si è rivelato più pericoloso, con l’11% di tentativi di suicidio invece del 7%. «Il cyberbullismo è vissuto come molto più invasivo rispetto al bullismo tradizionale, è meno diffuso ma è molto più grave perché viola l’intimità e la privacy della vittima». L’odio online, tra gli adolescenti, colpisce soprattutto le ragazze tra i 14 e i 17 anni che vivono nelle grandi città del Nord Italia, come dimostrano i dati Istat.

Cyberbullismo - Fonte: Istat

Cyberbullismo - Fonte: Istat

Dove chiedere aiuto

  • Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112.
  • Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 199 284 284 oppure via Internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
  • Puoi anche chiamare i Samaritans al numero verde gratuito 800 86 00 22 da telefono fisso o al 06 77208977 da cellulare, tutti i giorni dalle 13 alle 22.
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