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Alternanza scuola-lavoro: come si può migliorare

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Drammatici incidenti, accuse di “induzione alla precarietà”, basso gradimento fra gli studenti. I Pcto, Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (che hanno sostituito la vecchia “alternanza scuola-lavoro”) sono al centro del dibattito da qualche mese. La notizia della morte di Lorenzo Parelli, diciottenne friulano travolto da una trave d’acciaio nel suo ultimo giorno del percorso formativo in un’azienda, ha creato un fronte compatto fra gli studenti contrari all’alternanza: "La vostra scuola uccide” era uno degli striscioni che apriva il corteo studentesco formatosi poche ore dopo la morte di Lorenzo, che voleva manifestare all’esterno del Ministero dell’Istruzione ed è stato fermato con metodi discutibili dalle forze dell’ordine. Ma c’è qualcosa da salvare in questi percorsi? Lo abbiamo chiesto a esperti e agli studenti.

Il ruolo dell’orientamento nell'alternanza scuola-lavoro

Secondo la professoressa Sara Lombardi, tra i responsabili Pcto del Liceo scientifico Mercalli di Napoli, i percorsi vanno valutati nel complesso, non solo per le opportunità di avviamento immediato al lavoro ma anche per le possibilità formative e di orientamento universitario che offrono agli studenti: «Va considerato che un’alta percentuale degli iscritti ai licei (nel nostro caso circa il 90%) continua il percorso di studi all’università. Ecco che i Pcto possono essere utili in questo: nell’offrire possibilità di orientarsi meglio nella scelta dell’università», spiega la professoressa Lombardi.

«Abbiamo creato per gli studenti percorsi di laboratorio e seminari che li hanno aiutati nella scelta. Alcuni tra i nostri studenti, ad esempio, hanno sintetizzato droghe in un laboratorio in farmacia, altri hanno partecipato a un percorso sulle astroparticelle in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Certo, abbiamo avuto qualche esperienza negativa legata a qualche esperto che non era in grado di coinvolgere gli studenti, ma le attività sono state interessanti, formative e hanno aiutato gli studenti a scegliere l’università, che era poi il nostro intento. L’alternanza scuola lavoro per chi invece è iscritto a istituti tecnici e professionali è maggiormente focalizzata sull’esperienza lavorativa».

Il basso gradimento fra gli studenti e gli aspetti da migliorare

Un’indagine sul tasso di gradimento del Pcto è stato condotto da Skuola.net che ha chiesto agli studenti di elencare quali sono le condizioni ideali perché l’alternanza sia un’esperienza soddisfacente. I risultati del sondaggio – che ha coinvolto un campione di 2.500 studenti dell’ultimo triennio delle superiori che hanno svolto percorsi in periodo pandemico – sono chiari: solo il 37% giudica positivamente il percorso svolto durante la pandemia. Il 56% degli alternanti si è dovuto accontentare esclusivamente di corsi teorico pratici. Se ci si sofferma sul 20% che ha svolto uno o più progetti di alternanza esclusivamente nell’ambito di realtà lavorative (sia pubbliche che private), però, il gradimento raddoppia rispetto al dato medio, arrivando al 66%.

Secondo la Prof. Lombardi un aspetto migliorabile dei percorsi è la durata: «Bisognerebbe far sì che il percorso sia su un anno scolastico intero. Quando invece attività e seminari durano due o tre mesi gli studenti si trovano in difficoltà. Compiti, lezioni e alternanza rischiano di accavallarsi». Un altro aspetto – sottolineato anche dagli studenti – è la sicurezza: «È plausibile che ci sia un problema di sicurezza. Ci sono dei costi in questa alternanza e bisogna fornire alle scuole, o alle aziende un budget adeguato per tutelare tutti gli studenti». Secondo la prof. Lombardi, anche se per i licei il focus resta sull’orientamento, il modello Pcto va comunque ridiscusso, considerato che lascia – come evidenziano i sondaggi – molti ragazzi insoddisfatti: «Ho parlato con studenti austriaci che fanno l’alternanza e loro ne sono entusiasti: le attività svolte lì sono formative e aiutano effettivamente i ragazzi a trovare lavoro. Va detto che qui è molto raro che le aziende assumano uno studente dopo averlo visto all’opera durante l’alternanza scuola-lavoro».

Un sondaggio condotto da VD ha raccolto esperienze che sembrano tutte di segno negativo. Alla domanda «Quali sono le condizioni ideali per rendere i Pcto un’esperienza soddisfacente?» le risposte denotano esperienze passate considerate improduttive: «Fateci lavorare e non fare caffè per chi già lavora!», scrive un giovane lettore. «Insoddisfacente, soprattutto durante il periodo della pandemia: una grande perdita di tempo», ci scrive un utente che rientrerebbe alla perfezione nel campione del sondaggio di Skuola. Gli studenti migliorerebbero «la sicurezza», preferirebbero «svolgere un’alternanza che coincida con gli studi scelti» e credono che «le aziende dovrebbero considerare lo stagista come una risorsa con idee da sviluppare».

Le proteste degli studenti contro l'alternanza scuola-lavoro

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