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Il sesso oggi, tra ipersessualità e tabù

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In principio erano le riviste per soli uomini, poi WhatsApp e una connessione Internet veloce hanno soppiantato le lunghe esplorazioni nei cassetti di papà alla ricerca di qualcosa su cui fantasticare. I libri sugli effetti collaterali della masturbazione sono ormai oggetti di antiquariato e nessuno confessa più al prete di essersi toccato, mentre a soddisfare il nostro lato voyeuristico ci hanno pensato programmi televisivi e internet. E i tabù legati al sesso che fine hanno fatto? Stimoli di natura erotica di ogni tipo sono diventati il sottofondo delle nostre attività quotidiane, ma una fotografia del Paese reale ce la restituisce la Giornata internazionale del benessere sessuale, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità e della quale nessuno o quasi ha parlato, nonostante l’Italia faccia parte dei trentacinque Paesi aderenti alla celebrazione.

Siamo divisi tra ipersessualità e tabù

Se la rivoluzione sessuale della fine degli anni Sessanta ha prodotto una società ipersessualizzata, incapace, suo malgrado, di parlare di sesso inteso anche come piacere, religione e cultura si spalleggiano nel destinarlo, a seconda dei casi, alla sfera privata o alla gogna pubblica. Insomma, di sesso se ne vede tanto ma poco se ne parla e soprattutto poco si sa, colpa di tabù ancestrali che non siamo riusciti a scrollarci di dosso e che gravano principalmente sulle spalle delle donne. La mortificazione del corpo, di stampo cattolico, che sopravvive anche nell'era del sexting e delle app dedicate agli incontri erotici, imprigiona l’autoerotismo femminile all’interno di una bolla di silenzio e imbarazzo. Pur essendo ipersessualizzata fin da piccola, la donna è tenuta a conoscere solo il sesso a due e a non esplorarsi alla ricerca di un piacere che sia esclusivamente suo. A masturbarsi non si perde più la verginità, ma toccarsi è ancora un tabù.

La sessualità fai-da-te è, infatti, un gioco ‘da maschi’: sono gli uomini che devono concedere l’orgasmo alla donna come conferma della propria virilità. La masturbazione femminile è eccitante finché resta sullo schermo di un pc o di uno smartphone, ma se la propria fidanzata confessa di provare più piacere attraverso l’autoerotismo, allora non ci si sente più all’altezza del proprio compito. La censura del godimento della donna, però, si traduce in un’arma a doppio taglio che sposta sull’uomo tutta la responsabilità della buona riuscita del rapporto sessuale. E così non si può parlare di impotenza e ansia da prestazione senza risatine e battute da bar. Il risultato è che agli specialisti si preferiscono le pillole, alla consapevolezza del proprio corpo la coperta di Linus offerta da molecole sintetizzate in un laboratorio. Le poche ore di educazione sessuale somigliano a corsi di sicurezza sul lavoro e non insegnano più cose di un foglietto illustrativo dei preservativi

Troppa poca educazione sessuale

Colpa, forse, di un’esposizione ossessiva al sesso e alla pornografia che ha trasformato il rapporto sessuale in una catena di montaggio industriale dove non ci può essere spazio per il fallimento del piacere. Piacere ovviamente eterosessuale, perché i rapporti omoerotici maschili sono ancora tabù. Se due donne fanno sesso è eccitante, se a farlo sono due uomini allora è ridicolo o addirittura disturbante.

Meglio, quindi, non parlarne, soprattutto con le nuove generazioni, senza educazione sessuale ed LGBT o costrette a sopportare ore che somigliano più a corsi di sicurezza sul lavoro, dove si ripetono a pappagallo quello che già si trova scritto sulle scatole dei preservativi e sui foglietti illustrativi delle pillole anticoncezionali. Di orgasmo, autoerotismo e scoperta del piacere etero e omosessuale non si discute, come se il sesso non fosse niente più di un’attività pericolosa da affrontare con imbracature e casco di protezione. È il grande bluff della società post rivoluzione sessuale, che dissemina di riferimenti erotici perfino le pubblicità di yogurt e cioccolatini. Ma se tutto è sesso e piacere allora niente lo è davvero fino in fondo e di fronte all’avanzata di sex doll iperrealistiche e dei rapporti virtuali, il più grande tabù con cui dovremo fare i conti in futuro è quello del contatto e della conoscenza dell'altro. Che passa anche dal godimento sessuale.

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