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«L'alcolismo è un modo facile per evitare di affrontare se stessi» per Daniel Radcliffe

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Con la commovente reunion per i vent'anni di Harry Potter, tenutasi il primo gennaio, Daniel Radcliffe e i suoi colleghi sono tornati a far parlare di sé, dopo anni nei quali le loro vite e le loro carriere sono andate avanti separatamente. Per molti di loro è stata anche l’occasione di fare un bilancio, in particolare per Radcliffe, da sempre sia protagonista che vittima della saga di Hogwarts. L’attore ha, infatti, vissuto una storia personale che lo ha, prima, gettato nell’alcolismo e poi lo ha aiutato a superarlo. Un problema, questo, sempre più diffuso tra le nuove generazioni.

Daniel Radcliffe e l'alcolismo tra i ragazzi

«Nella mia vita, la cosa più importante a cui aspiro è essere il più consapevole di me stesso e il più onesto possibile con me stesso», ha dichiarato Radcliffe al sito Talk. «Probabilmente ha avuto molto a che fare con il fatto che ho smesso di bere e poi ho smesso di bere per la seconda volta. L'alcol è un modo molto semplice e veloce per non affrontare i tuoi sentimenti o te stesso o ciò che ti preoccupa. E così, smettere mi ha fatto dire: "Sono come desidero essere?". Penso di essermi avvicinato a quella risposta negli ultimi anni. Ora mi sento libero dalla pressione di essere qualcosa che non sono, diversamente da quando ero poco più che ventenne».

Come Radcliffe, anche molti ragazzi italiani affrontano l'alcolismo. Nel nostro Paese il consumo di alcol inizia già a 11-12 anni (l’età più bassa dell’UE) ed entro i 17 anni riguarda più di 800mila giovani (dei quali 400mila in modo problematico). Emanuele Scafato, capo del centro dell’Oms per la Ricerca e la Promozione della Salute sull’Alcol e le problematiche Alcolcorrelate, ritiene che l’abuso di alcolici e superalcolici in Italia sia diventato evidente durante il lockdown. «Molti hanno trovato nell’alcol il ‘farmaco’ per rilassarsi e per allontanarsi da una realtà che non volevano vivere».

Particolarmente diffuso soprattutto il binge-drinking che, secondo il rapporto dell’ISS, riguardava circa 4 milioni di persone già prima della pandemia, in particolare dai 13 anni in su con il picco massimo nella fascia 18-24. Insomma, questi due anni hanno lasciato cicatrici profonde sui più giovani, in particolare sulla fascia d’età 13-30, che ne escono con crescenti problemi di depressione, un futuro compromesso e qualche dipendenza in più, in particolare l’alcolismo.

Cosa fare con una persona intossicata dall'alcol secondo l'Humanitas


  • Chiamare i soccorsi;
  • Non abbandonare la persona intossicata da alcol;
  • Tenerla al caldo;
  • Metterla in posizione laterale in caso di vomito;
  • Non darle cibi zuccherati che possono aumentare la gradazione alcolica.
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