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Il metodo più efficace per non avere figli è anche quello meno usato

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Preservativo, pillola, coito interrotto, calcolo dei giorni fertili, anello anticoncezionale, diaframma, sono i metodi contraccettivi più utilizzati in Italia. All'elenco manca però l'unico metodo in grado di ridurre le nascite indesiderate ad un caso su 10 milioni; la vasectomia. Secondo l'indice di Pearl, il parametro utilizzato per valutare l'efficacia dei metodi contraccettivi, infatti, la percentuale di gravidanze indesiderate legate all'uso del preservativo oscilla tra il 7-15%, quella dovuta al coito interrotto varia tra il 10-18%, tra il 5 e il 14% per il diaframma, mentre le percentuali legate all'uso della pillola anticoncezionale si attestano allo 0,02-0,8%.

Il peso della contraccezione sulla donna

I metodi di contraccezione maschile hanno una cosa in comune: sono privi di controindicazioni. Al contrario dei metodi studiati per il corpo delle donne, se un uomo vuole evitare di avere un figlio può scegliere, con diverse percentuali di successo, come visto, tra indossare un preservativo, interrompere il coito o sottoporsi a un intervento di 10 minuti in anestesia locale una volta nella vita. Per le donne la contraccezione è molto più invasiva. Metodi come la spirale o il diaframma implicano l'introduzione di un corpo estraneo all'interno dell'utero, nel caso della spirale, o della vagina, per il diaframma. La pillola contraccettiva, il metodo con più alta percentuale di efficacia, comporta l'assunzione di ormoni che aumentano il rischio di sviluppare il cancro.

Nel 2007 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha inserito la pillola tra le sostanze cancerogene accertate. Già nello studio del 1996 del Collaborative Group on Hormonal Factors in Breast Cancer evidenziava l'aumento del rischio di sviluppare questo tipo di cancro nei 5 anni successivi l'assunzione della pillola. Il contraccettivo orale è associato all'aumento del rischio di contrarre un cancro al seno, alla cervice uterina e al fegato, sebbene è in grado di ridurre la probabilità di contrarre cancro all'ovaio e all'endometrio. Inoltre i contraccettivi orali combinati (progestinici ed estrogeni) comportano l'aumento dei rischi di sviluppare una malattia cardiovascolare arteriosa. Fattori che spingono molte donne a preferire altri metodi contraccettivi dall'efficacia sensibilmente inferiore.

Sterilizzarsi contro il cambiamento climatico

Sempre più uomini, preoccupati dalla crisi climatica e dall'impatto che su di essa ha un numero sempre crescente di popolazione mondiale, hanno deciso di assumersi l'onere del controllo delle nascite attraverso la vasectomia. La crisi climatica è alimentata dalla domanda crescente di materie prime per soddisfare i bisogni di una popolazione in costante aumento. Secondo il rapporto dell'Onu “World Population Prospects”, al momento la popolazione mondiale conta 7,8 miliardi di individui, nel 2064 dovrebbe arrivare a 9,7 miliardi di abitanti. Troppo per un pianeta dalle risorse finite. Una rotta potenzialmente catastrofica che potrebbe essere invertita ribaltando il trend della fecondità mondiale con la sterilizzazione.

Secondo uno studio del 2017 pubblicato su Environmental Research Letters l'azione con maggiore impatto sulla crisi climatica è proprio la riduzione del numero di figli, per ogni figlio non concepito ciascun genitore emette 58,6 tonnellate in meno di CO2 in ogni anno di vita. Una stima ottenuta calcolando le emissioni che sarebbero state generate dal figlio potenziale e dai suoi discendenti, per poi dividere il numero totale ottenuto per gli anni di vita del genitore. Cifre che spingono un numero crescente di giovani uomini a rinunciare alla paternità. Il fenomeno è diffuso principalmente nei paesi anglosassoni ma ha le potenzialità per fare proseliti ovunque. L'assunto è semplice: se le risorse mondiali sono finite anche la popolazione dovrebbe esserlo.

Contraccezione maschile. Un rifiuto culturale

Tra i metodi di contraccezione maschile solo coito interrotto e preservativo sono conosciuti da un numero elevato di uomini. La vasectomia rimane ignorata ancora da tantissimi. Eppure si tratta di una tecnica semplice. La procedura consiste nel tagliare il dotto deferente ovvero il tubo che porta gli spermatozoi dal testicolo fino alle vescicole seminali, che contengono il liquido spermatico. Viene così interrotta la comunicazione tra queste parti anatomiche di modo che gli uomini possano eiaculare un liquido privo di spermatozoi. La tecnica viene normalmente scelta da uomini che hanno già prole. L'intervento dura 10 minuti e viene effettuato in anestesia locale. Secondo Marco Cosentino, medico andrologo e urologo: «In Italia manca l'informazione. Alcuni miei colleghi considerano la vasectomia illegale, ma è legale dal 1979. Inoltre molte persone credono che non si eiaculi più alcun liquido, che poi manchi la sensazione del piacere o che si tratti di una specie di castrazione, tutte credenze false».

Cosentino ha lavorato per anni in Spagna e nel Paese iberico l'approccio a questo metodo contraccettivo è molto diverso: «Nell'ospedale in cui ho lavorato in Spagna l'intervento è dispensato dal sistema sanitario nazionale. Qui è un intervento privato. Là ne facevo 35-40 a settimana, in Italia ne faccio 2-3 a settimana.» Conservare lo sperma è un'opzione praticabile, in generale chi si approccia alla vasectomia è già sicuro di non volere figli o di non volerne più. Circa il 5% ricorre alla crioconservazione dello sperma, per non precludersi la possibilità di avere figli in futuro. Tra i vantaggi della vasectomia vi è la completa assenza di controindicazioni, al contrario di quanto avviene con i metodi basati su ormoni: «Non trovo normale che una donna a 40 anni prenda ormoni, ci sono tanti studi che parlano dei rischi che una donna corre assumendo ormoni a quella età. Bisogna parlare di queste cose anche alle donne.»

Lentamente qualcosa sta cambiando anche nel nostro Paese, continua Cosentino: «Oggi ci sono uomini che a 35 anni chiedono la vasectomia, prima la media era al di sopra dei 45 anni. Inoltre con l'arrivo della microchirurgia, la vasectomia è reversibile con percentuali di successo pari al 93% in mani esperte. Se si cambia partner e si desidera una prole, si può effettuare un nuovo intervento.»

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