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Al mondo mancano 142 milioni di donne per infanticidi e aborti selettivi

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Secondo il dossier Terre Des Hommes, al mondo non sono nate e cresciute 142 milioni di donne. Nel 2010 erano invece 126 milioni le ragazze in meno. La causa? Un insieme di politiche di discriminazione, fenomeno che segna un balzo in avanti a partire dagli anni Novanta e a cui la pandemia di Covid 19 ha dato un’accelerata. Insomma, anche il privilegio di esistere è roba da maschi.

Vite mancanti di donne

Normalmente, sotto il profilo biologico, per ogni 100 femmine nascono dai 102 ai 106 maschi. Un rapporto quasi unitario che però viene forzato da aborti selettivi e altri metodi di selezione del sesso come l’infanticidio o il mancato accudimento delle neonate, pratiche molto diffuse nei Paesi in via di sviluppo, in Cina, Albania e Georgia. Un esempio? L’India ha visto fino al 25% di nascite maschili in più rispetto a quelle femminili, per un totale di 43 milioni di uomini in più rispetto alle donne. Ma se l’aumento della selezione del sesso è allarmante in quanto riflette lo stato di inferiorità di donne e ragazze, sempre secondo il dossier, il conseguente squilibrio di genere ha anche conseguenze dannose sulle società. Tra gli effetti connessi, infatti, ci sono l’incremento della violenza sessuale e il problema della tratta. E la tecnologia offre una nuova opportunità di selezione del sesso. Gli ultrasuoni e altre tecnologie ecografiche hanno permesso ai genitori di rilevare il sesso di un feto durante le analisi prenatali a prezzi accessibili, consentendo di programmare un aborto, accelerando gli squilibri numerici tra i sessi.

La selezione del sesso nei Paesi occidentali

Non solo Asia e Caucaso. Nel dossier si parla anche di Occidente. In particolare, secondo quanto scoperto dal ricercatore Nicholas Eberstadt, negli Stati Uniti inizia ad allargarsi il gap alla nascita tra maschi e femmine. Il picco si è rilevato tra il 2014-2018 e ha fatto registrare uno scarto di disparità fra maschi e femmine, pari a 122,8 maschi su 100 femmine. Si trattava soprattutto di neonati figli di donne cinesi o indiane nate all’estero ed emigrate negli USA. Ma non solo. Tassi analoghi si sono registrati per i nati da madri di origini ispaniche e asiatiche, ma si abbassano sensibilmente per le donne delle stesse etnie nate negli Stati Uniti. Una ragione può essere legata alle difficoltà economiche e agli sforzi di integrazione che le famiglie incontrerebbero almeno inizialmente. Ma resta comunque evidente il segno di tradizioni e culture difficili da abbattere ma facili da esportare.

Effetto Covid

Secondo l’ultimo rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, nel 2020 si è registrato un aumento del gender gap alla nascita tra maschi e femmine, soprattutto in India e Cina, che insieme raggiungono in il 95% delle mancate nascite femminili nel mondo (pari a un milione e mezzo) causate dalla selezione pre-natale. A questo si aggiunge il ruolo giocato dal coronavirus nella pianificazione familiare. Per le donne è infatti più difficile recarsi in ospedale o in ambulatorio per paura del contagio o per le difficoltà economiche. Così ricorrere a metodi contraccettivi è diventato più complesso, mentre aumentano le gravidanze indesiderate. Un effetto domino che potrebbe determinare un incremento degli aborti selettivi e di infanticidi le cui prime vittime saranno soprattutto le donne. Che nasceranno o che sarebbero dovute nascere.

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