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Perché Isaac Asimov è il migliore autore di fantascienza di sempre

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Poco tempo fa è uscito il trailer della serie tv Foundation, ispirata al ciclo di Isaac Asimov, considerato uno dei migliori autori di fantascienza di sempre. Il contributo che lo scrittore di origine russa ha fornito all’umanità non si limita alla letteratura di genere, ma si estende alla scienza, alla sociologia e alla filosofia. Gli esordi letterari di Isaac Asimov coincidono con quella che è considerata l’età dell’oro della fantascienza americana, un arco di tempo che va dal 1939 fino ai primi anni Cinquanta. Il primo a credere nel talento dell’allora diciannovenne scrittore è John W. Campbell, direttore di Astounding Stories, leggendario ‘pulp magazine’ a basso costo che raccoglieva racconti thriller e fantascientifici. In quel contesto Asimov pubblica le prime storie che confluiranno poi nella Trilogia della Fondazione, meritevole nel 1966 del premio Hugo come migliore saga letteraria, superando Il Signore degli Anelli. I libri che comporranno la saga della Fondazione saranno addirittura sette: oltre alla trilogia originale, due fortunati sequel e due altrettanto fortunati prequel. Nello stesso periodo la penna di Asimov mette a punto anche i suoi primi robot positronici, soggetti alle tre famose leggi che godranno di grande considerazione anche a livello scientifico.

La fantascienza di Isaac Asimov

Ciò che distingue la fantascienza asimoviana da quella dei suoi contemporanei, è il suo approccio sociologico e storiografico, senza rinunciare ad una narrazione densa di ritmo e intrecci raffinati. Inizialmente il suo editore Campbell, pur apprezzandone lo stile, contestava allo scrittore l’assenza di alieni nei suoi racconti; ciò era dovuto forse all’indole originale e squisitamente democratica di Asimov, incapace di creare una razza aliena inferiore a quella umana, come era consuetudine all’epoca. Nel romanzo Neanche gli dei del 1972 compariranno finalmente gli extraterrestri, ma non saranno affatto come li avrebbe immaginati il direttore di Astounding.

Destinazione cervello di Isaac Asimov

Destinazione cervello di Isaac Asimov

La critica letteraria rimprovera a Isaac Asimov di non aver mai scavato a fondo nella psiche dei suoi personaggi, di non averli disegnati con quelle sfumature caratteriali dettagliate tipiche della grande letteratura novecentesca. Per questo le opere di Asimov si possono trovare solo nel reparto fantascienza delle librerie, dove sembrano soffocare circondate da mostri spaziali e astronavi da guerra, desiderose di trovare una collocazione che vada oltre la narrativa di genere, come l’umanità del futuro che lo scrittore ha immaginato, quella che ha lasciato la Terra per colonizzare nuovi pianeti e galassie.

Isaac Asimov e la Fondazione

Per prendere le distanze dal pregiudizio critico nei confronti dell’opera di Isaac Asimov occorre proprio soffermarsi sul concetto di umanità che emerge dalla sua opera. Per Asimov l’uomo non è più quello di cui siamo abituati a leggere, non è più un’individualità che nel suo guscio esistenziale fa i conti con il proprio essere, ma è un'enorme massa di menti che si confronta con problemi in scala galattica, risolvibili solo con una programmazione millenaria.

Hari Seldon è uno dei protagonisti della Fondazione

Hari Seldon è uno dei protagonisti della Fondazione

Hari Seldon, personaggio chiave della saga della Fondazione, è uno scienziato che prevede la caduta dello sterminato impero galattico in 500 anni seguita da 30.000 anni di anarchia e miseria. Per ridurre questo periodo nero e avvicinare la rinascita, Hari Seldon mette a punto una vera e propria scienza, la psicostoriografia, che gli consente di prevedere l’evoluzione dell’umanità riducendola a complesse funzioni matematiche. Le vicende che si svolgono nei sette libri della Fondazione, che coprono un periodo di mille anni, sono i tentativi da parte dei vari protagonisti di mettere in pratica le teorie di Seldon, fronteggiando una crisi dopo l’altra fino a giungere all’epilogo.

La psicostoriografia di Asimov

L’intuizione psicostoriografica è un aspetto della letteratura di Asimov che non si limita a essere uno spunto per avventure interstellari: è piuttosto una vasta e verosimile disciplina, una nuova materia di studio che unisce la sociologia e la matematica, due materie apparentemente inconciliabili. La possibilità di prevedere gli sviluppi dell’intera società umana attraverso equazioni matematiche è una suggestione intrigante e poco plausibile, ma che nasconde il suo fascino proprio nelle sue seppur minime potenzialità di sviluppo.Questa è l’umanità secondo Isaac Asimov: la psicologia non è quella del singolo, ma quella delle grandi masse. Nel secolo della psicoanalisi e del flusso di coscienza, Asimov osserva gli uomini da lontano, da lontanissimo, come uno storico guarda millenni dietro di sé per spiegare le ragioni di determinati eventi cruciali. Sembra che Asimov per le sue Fondazioni sia stato ispirato proprio da un’opera storiografica: Declino e caduta dell’impero romano di Edward Gibbon, uno storico illuminista che ha studiato le ragioni della disfatta del più importante impero di sempre.

L'umanità di Isaac Asimov

L’umanità di Asimov è quella che si ritrova compatta ad affrontare crisi inedite che non aveva mai conosciuto durante la propria storia. É un’umanità che da tempo ha lasciato la Terra e l’ha quasi dimenticata in un angolo della galassia; il nostro pianeta nella saga delle Fondazioni è un antico luogo leggendario “dove si narra abbia avuto origine la grande avventura umana”. Non è forse nelle odierne ricerche di pianeti simili alla Terra che si possono trovare indizi per gli sviluppi futuri della nostra specie? Ci stiamo già preparando alla colonizzazione. Gli eventi che Isaac Asimov ha immaginato per tutte le sue opere non nascono da esigenze strettamente narrative, ma da veri quesiti filosofici. Asimov ha provato a stabilire quali sarebbero le reazioni degli uomini a situazioni estreme ma plausibili. Ad esempio nel celebre racconto Notturno, Asimov parte da un quesito interessante: cosa succederebbe se su un pianeta illuminato da sette soli, che non ha mai conosciuto il buio, piombasse l’oscurità? In Cronoscopio invece, lo scrittore ci mostra come uno strumento capace di mostrare eventi passati potrebbe essere proibito dalla legge: sarebbe davvero immorale andare poco indietro nel tempo a spiare le azioni dei nostri simili; oppure sarebbe dannoso andare a rivangare continuamente eventi traumatici e non riuscire mai ad elaborarli. Questioni queste ultime che sembrano aver ispirato gli autori di Ricordi pericolosi in Black Mirror.

Un'umanità possibile

La freddezza dei personaggi di Asimov non è dovuta ad una mancata capacità dello scrittore di descriverne nel dettaglio le peculiarità psicologiche, bensì è il contesto narrativo in cui si muovono che li plasma e li rende tali. L’umanità di Asimov non è quella che ci è familiare, ma una sua versione futura. I protagonisti delle opere dello scrittore sono solo agenti della storia, gli strumenti attraverso i quali la storia si sviluppa e l’umanità procede nel tempo.Il cambiamento della società terrestre è già iniziato: la rete, le intelligenze artificiali, la realtà virtuale, stanno rendendo superflue alcune peculiarità psicologiche che erano considerate essenziali in passato. Il nostro lavoro e la nostra vita procedono davanti a schermi che riducono le interazioni con il resto della specie all’essenziale. Gli umani di Asimov siamo noi come saremo e come stiamo già diventando: più freddi, più pratici e più veloci.

Il futuro della scuola secondo Isaac Asimov
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