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Cosa avremmo voluto votare ieri? Eutanasia e cannabis legale

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Il referendum meno votato della storia italiana è il fallimento di un'intera classe politica, incapace di assumersi le proprie responsabilità e sempre più lontana dal Paese che dovrebbe rappresentare. Un’Italia che chiedeva da tempo più attenzione per altri temi, eutanasia e cannabis legale in particolare, che proprio da questa tornata referendaria sono stati scartati.

Il fallimento del referendum è quello della politica

Per spiegare la storica sconfitta si è parlato di "censure" o di quorum troppo alto. Ma solo un pessimo artigiano incolpa i suoi strumenti. Quando l'80% del Paese sceglie di non votare e anche chi si reca ai seggi per le amministrative rifiuta, in buona parte, di esprimersi sul referendum, serve l'onestà di mettersi in discussione.

Eppure nessuno lo ha fatto. Oggi, i politici che hanno causato questo costoso (circa 400 milioni di euro, di cui 300 a carico del solo Ministero dell’Interno) disastro, dannoso anche al prestigio della nostra democrazia, incolpano tutti tranne se stessi. Ma sono stati loro, parlamentari e partiti, a decidere di ricorrere a un voto popolare per sfruttarlo contro i propri avversari politici, nonostante fossero già al lavoro sulla stessa riforma dell'ordinamento giudiziario in Parlamento. Questa classe politica si dimostra, e rendermene conto dispiace, incapace di riconoscere le richieste della nazione a prescindere dal tifo popolare, tantomeno di combattere per esse a costo di perdere consenso.

Richieste legate a bisogni reali, come quello di ‘Mario’, che per accedere al fine vita ha dovuto scrivere una lettera aperta, minacciare una denuncia per tortura e, ora, rischia di doversi pagare il suicidio assistito. Eutanasia e legalizzazione della cannabis sono questioni che la politica dovrebbe portare in Parlamento invece di demandare, vigliaccamente, ad associazioni di civili, costrette a una lotta coraggiosa, instancabile, ma problematica proprio per il ricorso all'unico strumento rimasto loro: il referendum abrogativo.

Il fallimento democratico (perché di questo si tratta) è la rappresentazione plastica di una politica che ah tradito il suo mandate e alla quale, purtroppo, manca una visione.

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