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eutanasia

Per il suicidio assistito, 'Mario' dovrà pagare di tasca sua 5000 euro

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La battaglia di ‘Mario’ (nome di fanatsia, ndr), tetraplegico da undici anni che aveva chiesto il suicidio assistito e scritto la famosa lettera alla politica italiana, non è ancora finita. Pensavamo che la decisione dell’Asur Marche su quali farmaci Mario potesse utilizzare per morire, giunta solo dopo la lettera e la minaccia di una denuncia per tortura all’azienda sanitaria, avesse infine permesso all’ex-camionista marchigiano di esercitare il suo diritto alla morte. Invece, l’assenza di una legge, dovuta al tergiversare colpevole di una classe politica ostile o disinteressata a questo diritto, sta creando un nuovo problema.

Il suicidio assistito a carico del paziente

Mario dovrà pagare di tasca propria il trattamento necessario al suicidio assistito, perché lo Stato italiano, senza una legge, non è tenuto a farsi carico dei costi dell’assistenza. L’Italia non fornirà il farmaco, né la strumentazione e neppure il medico: per poter far valere il suo diritto a smettere di soffrire e a morire dignitosamente, Mario dovrà pagare tutto da solo. Circa 5.000 euro.

L’Associazione Luca Coscioni ha risposto lanciando una raccolta fondi: «Per non fare ricadere l’onere anche economico sulle spalle di Mario e, per il futuro, dei malati nelle sue condizioni, abbiamo deciso di farci noi promotori della raccolta dei fondi indispensabili». In questo modo, l’Associazione sta esercitando una vera e propria «supplenza all’incapacità dello Stato italiano di farsi carico del diritto dei propri cittadini di non subire condizioni di sofferenza insopportabile e contro la propria volontà».

Come hanno spiegato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente tesoriere e segretario nazionale dell’Associazione: «A oltre due anni e mezzo dalla sentenza della Corte costituzionale, il compito del Servizio Sanitario Nazionale si esaurisce con le verifiche delle condizioni e delle modalità e il parere del Comitato etico». Con tempi, spesso, lunghissimi, come è successo allo stesso Mario, lasciando i pazienti nella sofferenza. «Il Parlamento potrebbe trovare una soluzione, ma il testo è insoddisfacente ed è insabbiato al Senato».

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