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Cosa prevede il disegno di legge sul suicidio assistito approvato dalla Camera

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Ieri pomeriggio, con 253 voti a favore, 117 contrari e un astenuto, la Camera ha dato il via libera al disegno di legge sul fine vita. Se la legge passasse anche in Italia sarebbe possibile, in determinate condizioni, scegliere di morire. Adesso, il disegno di legge sul suicidio assistito passerà al Senato, dove l’approvazione sarà, però, più difficile.

Cosa dice il disegno di legge

La proposta di legge, chiamata “Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita”, recepisce la sentenza n.242 della Corte costituzionale del 2019, la cosiddetta “sentenza Cappato”, che stabilisce le condizioni di non punibilità dell'aiuto al suicidio assistito, disciplinato dall’articolo 580 del codice penale. Marco Cappato aveva, infatti, aiutato Fabiano Antoniani, conosciuto come Dj Fabo, a raggiungere la Svizzera per ricorrere all’aiuto medico alla morte volontaria. Cappato si era poi autodenunciato, ma dopo un lungo iter processuale, era stato assolto perché «il fatto non sussiste».

Il testo, approvato dalla Camera a poche settimane dalla bocciatura del referendum sull’eutanasia legale, prevede che possano richiedere il suicidio assistito le persone che sono affette di una patologia irreversibile e con «prognosi infausta», che sono mantenute in vita da trattamenti di sostegno vitale, non solo macchinari, ma anche farmaci, e che soffrano di forti sofferenze fisiche e psichiche. Si deve trattare poi di persone che abbiano rifiutato le cure palliative o di essere assistite. La richiesta di morte deve avvenire in modo scritto ed esplicito, la persona deve essere quindi «pienamente capace di intendere e volere» e la domanda deve essere indirizzata al proprio medico. Il suicidio assistito può avvenire in casa del paziente o in un ospedale pubblico. Ai fini di legge, la morte per suicidio assistito va equiparata a una «morte per cause naturali». Il testo di legge prevede, inoltre, l’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario.

La differenza tra suicidio assistito ed eutanasia

Il disegno di legge approvato ieri non prevede l’eutanasia, in cui è il medico che procura intenzionalmente la morte alla persona che lo richiede. Nel suicidio assistito, invece, l'assunzione è "autonoma": è il paziente che assume il farmaco letale, l’équipe medica si limita a preparare il farmaco. Infatti, il referendum sull'eutanasia, bocciato a febbraio, puntava ad abrogare l'articolo del codice penale che punisce l'omicidio del consenziente. La legge sul suicidio assistito approvata alla Camera recepisce, invece, le indicazioni della Consulta, arrivate dopo la sentenza relativa al caso di Dj Fabo.

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