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La battaglia di Charles Darwin contro il razzismo e lo schiavismo

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Il 12 febbraio si celebra il Darwin Day, la giornata dedicata alla memoria del naturalista inglese Charles Darwin, padre dell’evoluzionismo. Curiosamente, la sua data di nascita – 12 febbraio 1809 – coincide con quella del XVI Presidente degli Stati Uniti, Abramo Lincoln. Pur avendo consacrato la propria vita a cause totalmente diverse, i due hanno condiviso un ideale non secondario: la lotta allo schiavismo. Per questo motivo, in occasione del Darwin Day, vogliamo raccontarvi del suo impegno contro ogni forma di razzismo.

Chi era Charles Darwin

Nato a Shrewsbury, cittadina della contea di Shropshire, nipote del medico, filosofo e naturalista – per ovvie ragioni, decisamente meno celebre – Erasmus Darwin, Charles crebbe in una famiglia di antischiavisti militanti e di vedute liberali. Inizialmente, i genitori tentarono di indirizzarlo verso la professione medica: così, nel 1825, si iscrisse alla facoltà di medicina di Edimburgo, che però abbandonò soltanto due anni dopo, trasferendosi a Cambridge. Una volta giunto nell’università più prestigiosa d'Inghilterra, Charles Darwin, già amante della natura – da piccolissimo lesse il saggio di Gilbert WhiteThe Natural History and Antiquities of Selborne, innamorandosene – e in particolare dell’entomologia e della geologia, fu influenzato dalla conoscenza di alcuni scienziati – tra i quali suo cugino William Darwin Fox – che esercitarono un enorme ascendente su di lui, indirizzandolo sempre di più verso lo studio delle scienze naturali e spingendolo ad accantonare la carriera tanto auspicata dal padre.

L’impegno di Darwin contro il razzismo

L’Inghilterra a cavallo tra XVIII e XIX secolo è il laboratorio europeo in cui una viene preparato il terreno per la costituzione del movimento abolizionista, trascinato dal carisma e dalla personalità di William Wilberforce, che insegnò al mondo come combattere il razzismo. Nel 1787, presso la stamperia di James Phillips, venne fondata la Society for the abolition of the Slave Trade, coalizione di borghesia militante, composta da Quaccheri afferenti alla chiesa metodista, che fornì un forte impulso in direzione dell’abolizione della tratta che, però, dovrà attendere altri vent’anni, sino all’approvazione dello Slave Trade Act del 1807 da parte del parlamento britannico (per l’abolizione della schiavitù in quanto istituto giuridico bisognerà attendere addirittura fino al 1833). In un clima del genere, anche la famiglia di Darwin impugnò a due mani la bandiera dell’abolizionismo; del resto, esempi come quello di Haiti (che ottenne l’indipendenza grazie all’iniziativa del giacobino nero Touissant Louverture) avevano dimostrato al mondo che l’autodeterminazione dei popoli era un traguardo possibile. Anche Charles si nutrì di questo tipo di cultura politica, facendo proprie le battaglie che, in quegli anni, stavano portando avanti organizzazioni promosse dal basso, come l’Anti-Slavery Society nel Regno Unito e la Société des amis des Noirs in Francia. La convinzione settecentesca della necessità economica della schiavitù stava lentamente smarrendo ogni tipo di fondamento, e la società civile europea cominciava a reputare lo schiavismo un fenomeno ripugnante.

Il viaggio sul Beagle e l’orrore per la schiavitù

Nel saggio Darwin, razze umane e migrazioni, Pietro Greco spiega che, quando Darwin intraprese il suo celebre viaggio sul Beagle, ebbe modo di toccare con mano l’orrore della schiavitù, e anche di raccogliere le prove della rete di relazioni che lega l’uomo alla natura: «Charles Darwin ha tre incontri significativi con la schiavitù. Il primo, durante i suoi studi a Edimburgo, quando apprende come impagliare gli uccelli da un uomo di colore, John Edmonston, che era stato uno schiavo. Di lui scrive: «Usavo spesso sedermi accanto a lui, perché era un uomo gentile e intelligente». «Il secondo durante il suo viaggio sul Beagle. Così ricorda la visita a Rio de Janeiro: «Mi sono opposto a un’anziana signora che storceva la dita di una sua schiava fino a rompergliele». Il terzo nel 1958 durante una passeggiata a Moor Park, nella contea dello Hertfordshire, quando osserva un raro caso di schiavitù in natura: una Formica sanguinea che trascina tra le sue mandibole una Formica fusca che non divora, ma la rende sua schiava». Anche se, nei primi anni del Novecento, il darwinismo fu utilizzato come “base scientifica” per giustificare la gerarchia delle razze attraverso l'eugenetica, Charles Darwin ha falsificato l’idea di razza umana e spogliato di ogni fondamento scientifico il razzismo.

Il viaggio di Charles Darwin sul Beagle

Il viaggio di Charles Darwin sul Beagle

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