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razzismo

ONU: «Smettete di negare il razzismo e iniziate a combatterlo»

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Riparazioni per le persone nere che hanno subito razzismo: il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato un'azione globale, compresi indennizzi, per "fare ammenda" verso le persone di origine africana che sono state oggetto di atti razzisti. Per Michelle Bachelet, alta commissaria per i diritti umani, «Gli Stati devono mostrare una volontà politica più forte per accelerare l'azione per la giustizia razziale, il risarcimento e l'uguaglianza attraverso impegni specifici e vincolati nel tempo per ottenere risultati».

«Ciò comporterà la rivisitazione della polizia e la riforma del sistema di giustizia penale, che ha costantemente prodotto risultati discriminatori per le persone di origine africana». Una dichiarazione rivoluzionaria che potrebbe dare avvio a una nuova stagione nella tutela dei diritti umani. «Tutti gli Stati devono smettere di negare - e iniziare a smantellare - il razzismo» e cominciare ad «ascoltare le voci delle persone di origine africana». E in Italia a che punto siamo?

Italiani e discriminazione

Secondo i risultati del rapporto Eurispes 2020, un quarto degli italiani ha un rapporto negativo con gli immigrati, tanto che per uno su tre sono visti come una minaccia all’identità nazionale. Circa un decimo degli italiani trova addirittura gli immigrati ostili (10,1%), l’8,1% li trova insopportabili, il 7,7% afferma di temerli. Secondo il 45,7% degli italiani un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli immigrati è «giustificabile, ma solo in alcuni casi». Per quasi un quarto (23,8%) guardare con diffidenza gli immigrati è «pericoloso», per il 17,1%, segnando un +6,7% rispetto al 2010, è «condivisibile», per il 13,4% è «riprovevole» (-4,3% rispetto al 2010).

Paura e allarmismo verso gli immigrati

Per il 77,2% degli intervistati, gli immigrati nel nostro Paese vengono sfruttati dai datori di lavoro italiani. Ma la convinzione che gli stranieri tolgano lavoro agli italiani rispetto a dieci anni fa è cresciuta di oltre 10 punti, dal 24,8% al 35,2%. C’è poi chi vede negli immigrati una minaccia all’identità culturale nazionale (33%), segnando oltre 3 punti percentuali rispetto al 2010. Chi teme un aumento delle malattie a causa degli immigrati è passato dal 35,6% al 38,3%. Per contro, rispetto al 2010 crolla di 17 punti percentuali la posizione secondo la quale gli stranieri portano un arricchimento culturale, così come diminuisce la convinzione che gli immigrati contribuiscano alla crescita economica del Paese dal 60,4% al 46,9%.

Gli stranieri? Vanno aiutati «a casa loro»

Oltre un quarto degli intervistati ritiene che il governo dovrebbe soprattutto erogare aiuti ai paesi di provenienza (26,2%, +7,7% rispetto a dieci anni fa), un altro quarto che dovrebbe inasprire i controlli alle frontiere e lungo le coste (24%, a fronte del 33,6% del 2010). Solo per il 16% la priorità è agevolare la regolarizzazione dei clandestini (nel 2010 erano il 25,5%), mentre per il 15,3% bisogna ridurre i visti di ingresso dai paesi dai quali provengono i flussi più consistenti.

Il razzismo? È colpa degli immigrati

Sempre secondo Eurispes, l’incremento di episodi xenofobi nel corso dell’ultimo anno sarebbe avvenuto per quasi due italiani su dieci «per colpa del comportamento degli immigrati», per un altro quinto della popolazione (19,2%) per le politiche inadeguate dei governi. Solo il 13% fa un’esame di coscienza e lo imputa all’atteggiamento degli italiani.

Ius soli, ius sanguinis e ius culturae

Rispetto al 2010, sono diminuiti di oltre dieci punti percentuali gli italiani favorevoli allo ius soli (dal 60,3% al 50%) e sono aumentati notevolmente i sostenitori più rigidi dello ius sanguinis (dal 10,7% al 33,5%, quasi 23 punti in più). In calo anche coloro che si augurano che la cittadinanza venga assegnata a chi è nato in Italia, purché educato in scuole italiane (dal 21,3% al 16,5%). Insomma, secondo gli italiani, la pelle nera è ancora un ostacolo alla piena accettazione dell’altro.

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