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The Umbrella Academy non è la solita storia di supereroi

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Per capire The Umbrella Academy bisogna tornare indietro, a The Watchmen nel 1986. I supereroi erano nati da mezzo secolo e sembravano imprigionati in un eterno ritorno sempre uguale. Poi arrivò Alan Moore e i protagonisti più famosi della narrativa a fumetti non furono più gli stessi. I vigilanti disillusi, violenti, antisociali di Moore iniziarono un percorso di decostruzione dell’eroe che continua ancora oggi, sulla scia dello straordinario successo dei cinecomic.

In The Umbrella Academy non ci sono supereroi...

Bisogna dire che sempre nel 1986 usciva Dark Knight di Frank Miller dove un Batman stanco e invecchiato aveva appeso il costume al chiodo e faceva i conti con il suo passato. Ma è Watchmen il capolavoro “destrutturalista” dei supereroi e il capostipite di una linea di racconti che, evolutisi per anni, arriva oggi su Netflix con The Umbrella Academy, tratta da una miniserie a fumetti scritta da Gerard Way, cantante dei My Chemical Romance. I protagonisti: Luther, Diego, Allison, Klaus, Numero 5, Ben e Vanya non sono supereroi. Sì, hanno superpoteri, ma non è questo che li caratterizza. Luther è un sentimentale, Diego è ossessionato dalla giustizia, Numero 5 si sente superiore a tutti, Vanya è insicura, Klaus è...beh Klaus è pazzo (ma in un modo irresistibile). Le loro capacità soprannaturali, i viaggi nel tempo, la fine del mondo sono solo il contesto, lo scenario su cui si muovono i personaggi.

...solo una famiglia

Gli Hargreeves non sono un team di vendicatori. Sono, appunto, gli Hargreeves, una famiglia disfunzionale composta da sette orfani e una scimmia come maggiordomo. I loro poteri sono, semmai, un impaccio, un problema che trasforma gli sbagli di questi ragazzi in una potenziale apocalisse. The Umbrella Academy è la degna erede di Watchmen in questo. Manca, certo, tutta l’analisi storico/ucronica di Alan Moore, spietato osservatore del mondo. Ma c’è l’umanità, profonda, toccante, divertente, quella di sette orfani sballottati nel tempo e nello spazio, alle prese con eventi più grandi di loro. Come tutti i giovani di questo mondo.

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