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The New Pope e I due papi, la Chiesa diventa pop

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The New Pope, seconda stagione di The Young Pope, serie tv di Paolo Sorrentino, è uscito il 10 gennaio 2020 su Sky. Il secondo capitolo, a quattro anni dal primo, ha risvegliato l’amore dei fan (che ritroveranno nel cast Lenny Belardo alias Pio XIII, Jude Law, e conosceranno Giovanni Paolo III, John Malkovich), ma anche qualche polemica da chi non apprezza che si dipinga la Chiesa come luogo di intrighi, e il Santo Padre come un personaggio pop. Ma The New Pope è in ottima compagnia: fresco di uscita, il film Netflix I due papi, candidato ai Golden Globes 2020 come miglior film drammatico, attore protagonista (Jonathan Pryce, Papa Bergoglio) e non protagonista (Anthony Hopkins, Papa Ratzinger), sta facendo discutere per come dipinge il rapporto tra i pontefici, e i loro segreti.

I due papi, Jonathan Pryce intenso, Anthony Hopkins magnetico

Che I due papi sia una storia vera, o una supposizione del regista Fernando Meirelles, data dall’osservazione delle opposte nature dei religiosi, non ha importanza. I due papi è un film magnifico: ha qualcosa di Sorrentino, ma senza la sua solennità. Anzi, spesso è divertente per la sua semplicità, come nel trailer di Netflix, in cui i papi dividono una pizza. I due interpreti duellano e duettano sullo schermo, senza rubarsi la scena: vedere fianco a fianco Pryce e Hopkins è come ascoltare Martha Argerich e Daniel Baremboim eseguire un brano a quattro mani.

Anthony Hopkins e Jonathan Pryce ne I due papi

Anthony Hopkins e Jonathan Pryce ne I due papi

La chiamata a Dio, le accuse di connivenza con la dittatura, il tormento per l’investitura a un passo dalla rinuncia alla porpora: negli occhi di Pryce c’è il dramma di un uomo, prima che di un religioso, chiamato a salvare la Chiesa da se stessa. E nel volto di Hopkins tutta la solitudine di chi, per sua stessa ammissione, quando è se stesso non piace a nessuno. I due papi racconta gli uomini, prima che le santità: ma non manca di puntare il dito verso le colpe della Chiesa.

The New Pope, Jude Law preoccupa John Malkovich

Nella nuova stagione di The Young Pope scopriremo il destino di Lenny: si risveglierà dal coma, mettendo la Chiesa nella scomoda posizione di avere due papi dal carattere belligerante a contendersi il potere? Il dubbio tormenterà il personaggio di Malkovich: Sorrentino ha dichiarato che l’inquietudine, più che l’aspetto dogmatico della fede, saranno protagonisti della trama di The New Pope. E l’incubo di una Chiesa divisa, che riecheggia i pronostici apocalittici all’indomani della rinuncia di Ratzinger, riporterà la serie al centro delle polemiche.

John Malkovich e Jude Law in The New Pope

John Malkovich e Jude Law in The New Pope

Sorrentino ci mostra l’uomo dietro il Papa: magari sopra le righe, ma non più eccentricamente normale di quanto non sia Ratzinger, che non conosce i Beatles. The Young Pope dipinge una Chiesa machiavellica, guidata da un pontefice un po’ tiranno un po’ leader di una rock band. Un Papa che non era piaciuto ad Avvenire, che nella sua recensione dimostrava di non aver colto le possibilità narrative (e critiche) aperte da un personaggio così intrinsecamente contraddittorio.

Per una Chiesa pop

Che il Papa debba mostrarsi più vicino ai fedeli, o che debba mantenersene a distanza, è argomento secolare. Ne I due papi e The Young Pope si ripropone la questione: l’approccio moderno, simpatico e solare di Bergoglio si scontra, per poi riconciliarsi, con quello secolare, teologico e algido, di Ratzinger. Nella serie di Sorrentino Lenny è giovane e vecchio, rockstar e pastore allo stesso tempo.

I due papi rappresentano due modi di vedere il pontificato

I due papi rappresentano due modi di vedere il pontificato

Abbiamo riso e riflettuto tutti, all’indomani dell’episodio che ha visto il Papa schiaffeggiare su una mano una fedele troppo invadente: l’umanità si è insinuata tra le pieghe della tonaca, facendo apparire il volto sofferente di un vecchio, di un peccatore come noi. Il Papa dalla fine del mondo, che fischietta gli Abba al conclave, e un attonito e teutonico Papa occidentale, arrivano a comprendersi, accettarsi e perdonarsi l’un l’altro alla fine del film, dividendo una birra davanti a una partita come due amici. Non è blasfemia o satira religiosa: è umanità, che indigna per i suoi tradimenti e commuove per la sua tenera normalità.

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