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riscaldamento globale conseguenze

Il riscaldamento globale finirà nelle tue bollette

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In Italia, gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi energetici del paese. Due terzi di questa percentuale, sono frutto del riscaldamento/rinfrescamento degli ambienti. Il peso specifico che ha il fattore temperatura – che sia calda o fredda – all’interno del fabbisogno energetico quotidiano, non va sottovalutato. Se l’inverno ci costa ancora caro, circa 140 kWh per metro quadro, rispetto all’estate, 20 kWh, questi dati potrebbero invertirsi nei prossimi trent’anni.

Il riscaldamento globale ha colpito in particolare le regioni artiche e antartiche

Il riscaldamento globale ha colpito in particolare le regioni artiche e antartiche

Le cifre qui riportate e raccolte da Eurac, infatti, ci parlano di attualità, ma il futuro ce lo dicono i numeri di uno studio congiunto di Austria, Italia e Usa e pubblicato su Nature Communications. Secondo i ricercatori, infatti, entro il 2050 assisteremo ad un incremento dei consumi energetici inevitabile, ma strettamente legato al riscaldamento globale: da una media del 20% circa in caso di modesti aumenti di temperatura, sino ad un massimo del 58% in caso di cambiamenti più sostanziali. E il caldo, tanto quanto il freddo, si paga in bolletta.

Entro il 2050 ci saranno inevitabili aumenti di consumo: da un minimo dell’11% al 58%

I giorni caldi a medie latitudini, quelle dell’Italia, sono destinati ad aumentare: nel 2050 potrebbero, infatti, esserci 75 giorni in più con temperature superiori ai 27,5° C e ognuno di essi avrà bisogno di essere “rinfrescato” con l’utilizzo di energia elettrica. Non stupisce, quindi, il numero già raddoppiato di condizionatori in Europa: negli anni ‘90, nelle case c’erano circa 44 milioni di condizionatori, nel 2010 sono 80 milioni.

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L'aumento di consumo energetico renderà fondamentali le rinnovabili

Una tendenza che sta progredendo sempre più rapidamente e che porterà, nel 2050, a far lievitare il numero a 275 milioni. Il caso della Cina, in questo senso, rende ancor più l’idea di come rinfrescare un ufficio quanto un appartamento, sia diventato sempre più necessario – e non un semplice capriccio consumistico: nello stesso arco temporale, i cinesi potrebbero passare da pochissimi climatizzatori negli anni ‘90 a più di un miliardo nel 2050.

Nei primi dieci anni del 2000, il numero dei condizionatori in Europa è raddoppiato

La data di scadenza, ancora una volta, ci mette di fronte alla nostra insensibilità verso il futuro. “Tra trent’anni” è un’espressione che si usa spesso con i figli per spaventarli della loro nullafacenza adolescenziale, ma ha poca efficacia quando viene utilizzata come promemoria per l’intera umanità.

Il riscaldamento globale ci costerà il 58% in più di energia

Il riscaldamento globale ci costerà il 58% in più di energia

Sembra un controsenso, perché effettivamente lo scopo di queste ricerche è capire e risolvere i problemi a lungo termine, ma come sempre ci lasciano piuttosto indifferenti. Eppure, quel 58% di soglia massima, potrebbe essere il risultato di anni di imprecazioni bimestrali che ognuno di noi farà quando arriverà l’aumento – minimo, ma sempre sostanziale – nella bolletta.

La potenza massima di energia, richiesta il 25 luglio 2019, è stata di 58.219 MW: è il valore più alto dell’anno

L’estate appena conclusa ci ha insegnato anche questo, d’altronde. Se per la prima volta ci siamo sentiti particolarmente vicini ai problemi della natura è anche perché non abbiamo mai dovuto spendere così tanti soldi per riuscire a dormire la notte, senza patire le insonnie tipiche del caldo (sempre nel 2050, anno che potremmo saltare tanto funesto appare, ci saranno 6 notti bianche in più al mese ogni cento persone).

Lo sfruttamento dell

Lo sfruttamento dell'energia solare diventa sempre più diffuso nel mondo

Così, analizzando i fabbisogni energetici degli ultimi 365 giorni in Italia – fonte Terna - le perplessità diminuiscono, guardando come il picco massimo annuale si assesti tra giungo e luglio, mesi che abbiamo maledetto, ma non senza una buona ragione. L’unica speranza che ci resta, non sarà quindi andare al risparmio, quanto pensare di convertire le fonti di energia che ancora alimentano questo circolo vizioso, in fonti pulite.

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