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Poliamore: si possono amare più persone? Il confronto

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Quando a cercarsi fuori e dentro le coperte sono un paio di mani è probabile si tratti di amore, quando sono più di due allora può essere poliamore. Un termine ombrello usato per definire la pratica o anche solo la possibilità di avere più relazioni intime contemporaneamente, con la consapevolezza e il consenso di tutte le persone coinvolte. Ne abbiamo discusso con Francesco Alberoni, sociologo, docente universitario e autore del libro Innamoramento e amore e Nicole Braida, sociologa e attivista transfemminista queer.

Videodrome: Professore, nel suo libro Innamoramento e amore spiega che è possibile amare due persone ma non è possibile innamorarsi di più di una perché vogliamo essere vissuti come unici, straordinari, indispensabili da chi è unico, straordinario e indispensabile. Cos’è allora il poliamore?

Francesco Alberoni: L’innamoramento, quando c’è, è un fenomeno a sé stante, speciale, anche se raro, che presuppone l’esclusività. Il poliamore è diverso: si tratta di due persone che hanno avuto un rapporto esclusivo, che sono innamorate, ma che poi a questo rapporto esclusivo hanno rinunciato. Si può definire una sorta di amicizia amorosa.

VD: Dottoressa, è d’accordo?

Nicole Braida: Non credo che le persone poliamorose siano esenti dalla necessità di sentirsi uniche, straordinarie e indispensabili, ma trovano appagamento nel rendere unica, straordinaria e indispensabile più di una relazione. C’è chi, addirittura, mette in discussione la distinzione tra innamoramento e amore e ne ha una visione più fluida e meno lineare.

Il prof. Francesco Alberoni è l

Il prof. Francesco Alberoni è l'autore di Innamoramento e amore

VD: Che differenze ci sono fra poliamore e coppia aperta?

F.A.: Nella coppia aperta, due persone si sposano e poi fanno l’amore anche con altri a patto di dirlo al proprio compagno. Non c’è segreto, ma nella coppia moderna c’è molto segreto e il poliamore tenderebbe a eliminarlo. Il furto, il nascondimento è un fatto legato all’aggressività che si esprime nell’amore. Il rapporto poliamoroso ufficialmente risolverebbe questo problema ma a condizione che si realizzi tra persone che non sono gelose e aggressive. È uno schema razionale, ma l’essere umano è molto più complesso: è ingannatore anche di se stesso.

N.B.: Nella coppia aperta l'accordo tra partner è di poter avere contatti sessuali al di fuori della coppia ma non sviluppare altre relazioni affettive, mentre il poliamore lascia aperta anche questa possibilità, secondo diverse configurazioni: si va dalla triade, in cui tre persone sono tutte in relazione tra di loro, alla “V”, in cui una persona ha relazioni con due partner che non hanno una relazione tra di loro, fino ad arrivare a figure più complesse.

Il poliamore può essere rivoluzionario?

VD: Il poliamore può rivoluzionare il concetto di famiglia che sta alla base della società?

F.A.: Ѐ sbagliato fare previsioni sulla base delle categorie del presente. Quello che si può osservare è che oggi con le nuove tecnologie diventa più facile il cambiamento e l’incontro erotico.

N.B.: Come dice la scrittrice e attivista catalana Brigitte Vassallo, il sistema monogamo non si smonta né facendo sesso con più persone né innamorandosi di più persone contemporaneamente, ma costruendo le relazioni in modo diverso. Ciò che è centrale per il sistema monogamo non è tanto l'esclusività sessuale, perché i tradimenti da parte dell'uomo sono stati a lungo tacitamente tollerati all'interno delle famiglie, ma la gerarchizzazione degli affetti, per cui la coppia monogama è considerata al vertice e tutti gli altri affetti secondari.

VD: Dottoressa, qual è quindi l’alternativa?

N.B.: Mettere in discussione questa gerarchia e avere cura delle nostre relazioni. Altrimenti il rischio è di costruire un modello accumulativo, un poliamore ‘neoliberale’ il cui risultato è rendere gli individui ancora più isolati. A livello più ampio, se si vuole smantellare il modello monogamo si devono mettere in discussione il sistema di sesso e genere.

La dott.ssa Nicole Braida, sociologa e attivista transfemminista queer

La dott.ssa Nicole Braida, sociologa e attivista transfemminista queer

VD: Dove affonda le sue radici il poliamore?

F.A.: Ci sono punti di contatto con tutte le comuni utopiche della storia. La gente ha sempre avuto diversi amanti e questi a loro volta altri amanti. La mia impressione è che le nuove generazioni non vogliano stabilire legami di lunga durata per paura. Si preferiscono quindi amori brevi, belli e intensi, magari tenendo quattro o cinque partner. Jacques Attali sosteneva che in futuro sarebbe scomparsa la coppia e sarebbe rimasto il gruppo degli amici erotici. Ecco, il poliamore mi sembra qualcosa di simile.

N.B.: Le sue origini vanno ricercate all'interno della comunità geeksci-fi e di spiritualità alternativa che si era sviluppata negli anni '60 nella San Francisco Bay Area. È importante tenere conto del contesto di origine che ha facilitato l'orientamento della comunità poliamorosa alla creazione di spazi per la crescita di sé, ma ne ha scoraggiato un posizionamento politico radicale che mettesse in discussione seriamente le strutture sociali su cui si fonda la centralità della famiglia monogama nucleare e quindi anche una critica radicale alle strutture economiche capitalistiche.

Le origini del poliamore risalgono alla San Francisco dei '60

VD: Poliamorosi si nasce o lo siamo un po’ tutti?

F.A.: È uno schema razionale che può essere diffuso anche tramite l’educazione, ma qualche dubbio circa il suo funzionamento c’è. Nell’epoca moderna si è diffusa l’idea che possiamo volere tutto e anche il contrario di tutto, quindi tendiamo a non rispettare gli impegni. Uno schema poliamoroso richiede impegno, soprattutto se si pensa alla differenze di età che per il poliamore sono una specie di veleno. Questi gruppi funzionano bene tra coetanei. Tanto che Charles Fourier, utopista dell’Ottocento, aveva dato delle regole ferree: tutti dovevano fare l’amore con tutti, era diventata una sorta di schiavitù.

N.B.: Alcune persone hanno una maggior predisposizione alla non-monogamia, ma il poliamore include un'attenzione al consenso informato e alla comunicazione tra partner che spesso va appresa. Si può cambiare il proprio orientamento relazionale nel tempo e a questo possono contribuire le esperienze e gli incontri che si fanno nella vita.

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