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Non esistono solo i malati di Covid

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In Italia non esistono solo i malati di Covid. Il bombardamento continuo di dati su contagi, ricoveri e vittime del coronavirus ci fa dimenticare che, nel nostro paese, ci sono altri malati, altri ricoverati, altre vittime che rischiano ogni giorno di venire lasciati indietro da un sistema sanitario oberato dalla pandemia. Sono i malati non-covid che, da maggio, vedono appuntamenti e cure rinviati continuamente.

I dati dell’emergenza

Parliamo di numeri enormi. 11 milioni di cittadini, quelli più fragili, rischiano di perdere la vita per la difficoltà di accesso alle cure, come ha sottolineato in una lettera al governo il FOCE che si occupa proprio dei malati oncoematologici e cardiologici. E non solo. Secondo il dott. Carlo Palermo di ANAAO Assomed, ad agosto avevamo accumulato 13 milioni di visite specialistiche, rimandato 310.000 ricoveri ordinari, posticipato 500.000 interventi chirurgici non urgenti e 4 milioni di screening oncologici. Ancora più grave, si è registrato un aumento della mortalità da infarto del 10%. Lo slittamento delle diagnosi sui tumori, poi, sarà particolarmente problematico, come spiega il dott. Francesco Cognetti, presidente del FOCE. In USA questo ritardo ha già causato la morte di 10mila pazienti in più e in UK ha aumentato la mortalità per il cancro al seno del 10%.

L’allarme dei medici

La situazione è diventata sempre più grave dall’inizio della pandemia e, con la seconda ondata di questo autunno, si è aggravata tanto da spingere i medici a lanciare l'allarme: «Non possiamo scordarci gli altri pazienti non covid» ha detto Alberto Chiriatti, vicesegretario regionale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale. «Chi soffre di diabete, scompensi cardiaci o neoplasie, ora ha difficoltà a essere seguito. Stanno saltando le cure perché c’è difficoltà a effettuare alcune prestazioni in ospedale. E al tempo stesso c’è la paura dei cittadini di contrarre l’infezione in corsia. Ma così corrono rischi enormi. Serve più organizzazione: le liste di attesa, ad esempio, si allungano nonostante ci siano meno richieste». Il Governo ha stanziato 500 milioni per recuperare le prestazioni perdute ed abbattere queste liste d’attesa. Per accedere ai fondi le Regioni avrebbero dovuto presentare un Piano Operativo Regionale a metà settembre, ma non sappiamo ancora quali lo abbiano fatto e quando si attiverà il sistema. Nel frattempo, come ha detto il FOCE, i pazienti non-covid rischiano di rimanere malati di serie B.

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