VD Logo
Il Mondo che Cambia
VD Search   VD Menu

matteo salvini

Perché Matteo Salvini non fa più notizia

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su WhatsApp

Quando un bambino tira fuori dalla cesta i giocattoli più stravaganti è perché vuole attirare l’attenzione. Con il consenso funziona allo stesso modo: guadagnarlo fa venire le vertigini, perderlo fa fare follie. Lo sa bene Matteo Salvini, che travolto da cause di forza maggiore, non sa più come sporgersi dalle prime pagine dei giornali. E così, gioca a tirare fuori il giocattolo più grosso: dai bonghi aggiunti sotto l’audio del discorso del sindacalista Aboubakar Soumahoro, al video fake dell’uomo pachistano che molesta una donna.

L’ascesa e la discesa di Matteo Salvini

Prendi una fetta di elettorato scontento del “vecchio” sistema e perfino del tuo partito. Trattalo male. Lascia che ti ascolti per ore a Milano mescolare pancia e citazioni di Pasolini. Arrostisci il tutto a fuoco lento, condendo quanto basta con selfie e proclami. Costruisci una echo-chamber dalle pareti di ferro, fatta di migranti brutti e cattivi e propaganda sovranista. E allora sì, che scalerai tutte le cariche di questo Paese, da umile consigliere comunale a ministro dell’Interno. Sarai travolto da orde di fan desiderosi di immortalarsi con te, mentre la presidenza del Consiglio sembra sempre più vicina. E così ti dimetti, nella speranza di vincere le elezioni. Ma poi accade l’imprevedibile – l’altro Matteo che si allea con i nemici di sempre - e la festa finisce.

Perché Salvini non fa più notizia

Sempre più spericolato, alla ricerca del consenso perduto, Salvini si lancia in una serie di piroette acchiappalike. E lo fa giocando a combinarla più grossa: prima il video del pachistano che molesta una donna, rivelatosi un fake (l’uomo in questione è un italiano affetto da disturbi psichici e il video risale a gennaio), poi i bonghi sotto il discorso del sindacalista Aboubakar Soumahoro, che gli è costata una denuncia. E infine la provocazione delle provocazioni. «I valori di una certa sinistra che fu quella di Berlinguer, lavoro, fabbriche, operai, agricoltura, insegnanti, artigiani, adesso sono stati raccolti dalla Lega. Se il Pd chiude Botteghe oscure e la Lega riapre, sono contento: è un bel segnale», dice in diretta televisiva. Della serie se non puoi combatterli, alleati con loro, con quell'elettorato figlio della fine delle ideologie che un tempo si rifugiava nelle punte più estremiste delle sinistre. Nemmeno il nubifragio a Palermo lo ferma dal gioco delle sparate più grosse. «A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott’acqua, per non parlare delle bare accatastate al cimitero dei Rotoli. I palermitani meritano molto di più». Eccezione che conferma la regola perché il tweet ha fatto il giro delle principali testate. Ma il punto è che Salvini e i suoi post hanno perso mordente. Paradossale, se si pensa che un momento come questo, in cui il mondo è rinchiuso nelle sue frontiere a causa della pandemia di coronavirus, avrebbe dovuto segnare la vittoria del sovranismo. E invece il Covid-19 ha rubato la scena alla crisi dei migranti, togliendo la terra da sotto i piedi a Salvini e ai suoi totem internazionali.

I rivali di Matteo Salvini

Al leader del Carroccio non resta che farsi fotografare con la mascherina tricolore abbassata, mentre le prime dei giornali sono occupate dal premier Giuseppe Conte impegnato in vista del vertice europeo sugli aiuti all’Italia. Perfino le pagine satiriche su Facebook si concentrano più sulla figura del presidente del Consiglio, protagonista della crisi Covid-19, che su Salvini. Segno che il leader del Carroccio non fa più nemmeno ridere. Anche se la Lega resta primo partito, Fratelli d’Italia mangia fette di elettorato sempre più grosse, con Giorgia Meloni che si staglia come portavoce di una destra più solida e dai toni più istituzionali, forte del sostegno di Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca. Fuori dalla sua echo-chamber, Salvini è come un pesce rosso che nuota nell’ampolla. Ma attenzione: una sua foto nel portafoglio conviene tenerla. A volte ritornano.

I giovani italiani sono i più schierati a destra di tutta Europa
ARTICOLI E VIDEO