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Matrix è un film sulla transessualità. L'autrice Lilly Wachowski lo conferma

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Arrivò nelle sale italiane il 9 maggio del 1999, a sette mesi dalla fine del millennio, e fu come uno tsunami: Matrix segnò uno spartiacque nel cinema di fantascienza cambiando per sempre la cultura pop. Un effetto inaspettato per un’opera così derivativa, ispirata a una lunga serie di mitologie e classici popolari, dal Velo di Maya al mito della caverna di Platone, fino a Ghost in the Shell. Il successo fu così grande da garantire una trilogia e una vasta opera crossmediale tra le prime e più riuscite della storia. Ma tutto questo nascondeva un’ulteriore significato, molto personale e molto intimo, che gli autori hanno rivelato in questi giorni.

Matrix è un’allegoria della transizione

Ventun anni dopo l’uscita del film, Lilly Wachowski ha deciso di confermare in un video su Netflix (piattaforma dove ha prodotto la serie Sense8, di cui abbiamo parlato qui), quello che molti suggeriscono da anni: Matrix sarebbe, tra le altre cose, un’allegoria della transizione che ha riguardato entrambe le autrici, Lilly e Lana Wachowski, negli anni seguenti l’uscita della trilogia. «Sono felice che quel significato sia venuto fuori. All’epoca il mercato non era pronto». La riflessione di Wachowski prosegue: «Amo vedere quanto significativi siano questi film per le persone trans, che spesso mi dicono: "Matrix ha salvato la mia vita". Perché è il racconto di una trasformazione, nella fantascienza, dove tutto sembra possibile, quindi parla tanto a queste persone». Tutta l’opera descrive il desiderio di transizione, afferma Wachowski, ma da un punto di vista nascosto. «Non so quanto la mia transessualità fosse dietro la stesura di Matrix, ma le due cose sono collegate» ammette la regista, affermando poi che un personaggio, Switch, avrebbe dovuto essere uomo nella realtà e donna nella matrice.

La reazione di Keanu Reeves

Keanu Reeves, che ebbe la parte del protagonista Neo dopo la morte di Brandon Lee e il rifiuto di Tom Cruise, Johnny Depp e Will Smith, ha reagito alla rivelazione di Lilly Wachowski col suo solito aplomb: «Penso sia bello che Lilly abbia deciso di condividere con noi questo significato». Ha ammesso di non averlo saputo durante le riprese del film, ma ha anche aggiunto: «Matrix è così profondo che molte persone possono trovarci diverse letture». La rivelazione della Wachowski e la risposta di Reeves si legano all’annuncio ufficiale di un quarto capitolo della saga e puntano a far parlare del progetto in una chiave nuova. Questo messaggio di transizione sarà più visibile in Matrix 4? «Non lo so» ha risposto Keanu Reeves «Penso che sarà aperto all’interpretazione».

Matrix ha trasformato il cinema e le sorelle Wachowski

Quando parliamo di Matrix come prima opera crossmediale non usiamo termini a sproposito: la trilogia delle Wachowski ha avuto l’ambizione e la capacità di unire i diversi media e i loro linguaggi in un unico, vasto racconto. I film, che cambiarono per sempre l’approccio agli effetti speciali, vinsero 4 Oscar e incassarono 1.5 miliardi di dollari, si legavano ai corti animati di Animatrix, che espandevano la storia, completata, poi, dagli stessi spettatori attraverso il videogioco Enter the Matrix, inserito perfettamente nella storyline di Niobe e Ghost in Reloaded. Insomma uno straordinario comparto tecnico, una seria linea narrativa declinabile in diversi media e tanti livelli di lettura. Questo modo, profondamente filosofico ma anche postmoderno e derivativo, di affrontare la fantascienza, ha segnato il primo ventennio del 2000 riportando in auge il dibattito mai sopito sull’Intelligenza Artificiale. La connessione filosofico-religiosa tra uomo e macchina, impressa a fuoco nella narrativa fantascientifica moderna proprio da Matrix, ha poi avuto eredi grandiosi, come Battlestar Galactica di Ronald D. Moore, uno dei pochi reboot che abbiano avuto un senso in quest’epoca di riciclaggio al limite del saccheggio intellettuale. Ma Matrix è stato anche l’epica della trasformazione che, tra il 1999 e il 2003, ha incarnato le nostre speranze di un cambiamento per il nuovo millennio e aperto il percorso di Andy e Larry Wachowski alla transizione in Lana e Lilly, avvenuta tra il 2012 e il 2016. Un quarto capitolo per la saga era necessario? Dovreste sapere come la pensiamo su allungare il brodo delle storie di successo.

La storia delle sorelle Wachowski, da Matrix a Sense8
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