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Non è maltempo: è crisi climatica. Lo dicono i Fridays for Future

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Non è maltempo quello che si è abbattuto su Liguria e Piemonte negli scorsi giorni: sono i segni della crisi climatica. È quanto sostengono i Fridays for Future, che si preparano allo sciopero per il clima del 9 ottobre. Per i ragazzi del climate change è arrivato il momento di agire. E a sostegno delle loro tesi ci sono i dati degli scienziati.

La crisi climatica è già qui

Secondo Giovanni Mori, esponente dei Fridays for Future, «quello che abbiamo visto in questi giorni testimonia che il clima è già cambiato». «Gli eventi climatici avversi sono sempre esistiti, ma negli ultimi decenni ne è aumentata l’intensità e la frequenza. Basti pensare che nelle zone più colpite sono piovuti 600 mm di pioggia in 24 ore rispetto a una media annua di 1200-1500 mm. Insomma, la metà di ciò che piove in un anno è caduta in una giornata». Eventi non più straordinari a cui si accosta il problema del dissesto idrogeologico. «Non siamo ecologisti da poltrona. Siamo cittadini che vogliono sentirsi sicuri a casa propria. E se non agiamo, la situazione non potrà che peggiorare. Parlare di maltempo come fanno i media non è da ingenui: è da colpevoli. Bisogna guardare i numeri. Vogliamo aspettare le decine di morti nelle città prima di prendere la situazione in mano? Noi vogliamo un mondo sicuro, per questo è arrivato il momento di muoversi».

Il maltempo come campanello d’allarme

Nel solo mese di ottobre 2018 il maltempo ci era costato oltre 1,7 miliardi € stando alle stime del Ministero delle politiche agricole e forestali (Mipaaft). L’anno scorso, gli eventi straordinari in Liguria avevano causato 450 milioni di danni. Oggi, la Regione si trova a contare oltre ai danneggiamenti anche i morti, mentre il vicino Piemonte chiede lo stato d’emergenza. «Nessuno può affermare di non sapere e di non essere a conoscenza della gravità della situazione. Le conseguenze sono infrastrutture stradali e ponti che crollano. Il report sui cambiamenti climatici del Cmcc fa emergere scenari e condizioni che in Liguria sono già presenti», ha detto Legambiente Liguria. Secondo l’Ispra, nel 2018 le precipitazioni cumulate annuali in Italia sono state complessivamente superiori di circa il 18% rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento che va dal 1961 al 1990. Il maltempo, così, rappresenta per molti la prima esperienza di crisi climatica. Secondo il fisico del clima Antonello Pasini gli eventi estremi sono da attribuire alla nuova circolazione dell’atmosfera. Stando a una ricerca condotta da Pasini, Miglietta, Manzoni e Motola, esiste un collegamento tra l’aumento di temperatura della superficie del mare e l’aumento della violenza dei tornadi nel nostro Paese. «È cambiato il modo di piovere: adesso le piogge sono più rapide e violente rispetto al passato, quando erano più deboli e continue. Questo è dovuto alla circolazione: quando si ritirano questi anticicloni africani, entrano le correnti fredde da nord su un suolo caldo, mare caldo e succedono i disastri, con le grandinate con chicchi grandi come palline da tennis, alluvioni lampo che scaricano 200 millimetri di pioggia in poche ore su un terreno limitato e che creano frane e smottamenti. Qui non si può parlare di cambiamento ma di crisi: vediamo già sulla nostra pelle i primi impatti molto forti».

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