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Quando Kobe Bryant imparò il basket in Italia

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Kobe Bryant non era solo un grande giocatore di basket, tra le migliori guardie tiratrici della storia, era anche un professionista leale: è stato il primo giocatore dell'NBA a militare per oltre vent'anni in una squadra, i Lakers, i suoi L.A. Lakers, con i quali ha vinto cinque titoli. Uno sportivo famoso in tutto il mondo, tre volte medaglia olimpica, ma anche un personaggio influente, vincitore addirittura di un premio Oscar per Dear Basketball, film di animazione ispirato alla sua lettera d'addio al basket. Kobe Bryant ci ha lasciato per un terribile incidente in elicottero a Calabasas, nel quale è morta anche la figlia di 13 anni Gianna Maria. Il giorno prima Los Angeles si era stretta attorno al campione per celebrarne la carriera irripetibile.

Kobe Bryant in Italia

Kobe era un figlio d'arte, parte di una vera e propria tradizione familiare che iniziava dal nonno: Chubby Cox, passando poi dal padre Joe Bryant e dal cugino John Cox. Proprio al seguito del padre, ingaggiato dal Rieti, Kobe era giunto in Italia, nazione che gli avrebbe dato tanto per la sua futura carriera nell'NBA. Era il 1984, mentre in USA nasceva il Macintosh e in Italia, tra lo scandalo P2 e la presidenza di Sandro Pertini, Bettino Craxi siglava il nuovo concordato con la Santa Sede, la famiglia Bryant sbarcava a Fiumicino: Joe, Pamela, le sorelle Sharia e Shaya, e il piccolo Kobe, sei anni, che aveva ricevuto il nome dal famoso manzo giapponese mangiato dai genitori prima della sua nascita.

Kobe Bryant ha imparato i fondamentali del basket in Italia

Kobe Bryant ha imparato i fondamentali del basket in Italia

Kobe è già una piccola promessa del basket, per questo il padre Joe lo porta a imparare i fondamentali alla scuola europea, più tecnica e formativa di quella americana. Kobe lo ripeterà sempre: «I giocatori europei sono molto più tecnici degli americani, in Europa insegnano a giocare a pallacanestro sin da piccoli, hanno più tecnica. È qualcosa che qui in America dobbiamo rivedere, bisogna insegnare ai più piccoli a giocare. Qui si insegna un basket ridicolo, i fondamentali vengono trascurati, per questo abbiamo giocatori come i fratelli Gasol e i San Antonio Spurs hanno il 90% del roster composto da giocatori europei».

Kobe Bryant è stato uno dei più grandi sportivi della storia

Kobe Bryant è stato uno dei più grandi sportivi della storia

«Se non fossi cresciuto in Italia non avrei imparato a palleggiare, a tirare con la sinistra e ad avere un corretto movimento dei piedi, e ho avuto la fortuna di assistere ai clinic di Red Auerbach e Tex Winter. Io, Manu Ginobili ed altri nati in quegli anni siamo stato figli di quelli insegnamenti. Gli allenatori Americani dovrebbero insegnare i fondamentali ai bambini e non trattarli come vacche da mungere per trarne profitti».

La morte di Kobe Bryant

Dopo Rieti, Kobe va a Reggio Emilia, poi Reggio Calabria, Pistoia e infine Reggio Emilia. L'adolescenza in Italia lasciò al giovane Bryant la conoscenza dell'italiano e, soprattutto, i fondamentali europei che lo portarono, rientrato in America per le superiori, al Lower Marion High School e poi a militare nell'NBA di cui ha fatto la storia. Kobe è tornato in Italia, terra che amava, e si è fotografato proprio nei paesi dove aveva vissuto, segno del grande amore che Bryant provava per la nostra terra, superato solo da quello per la sua famiglia e la pallacanestro.

Kobe Bryant ha vissuto a Reggio Emilia, Pistoia, Rieti e Reggio Calabria

Kobe Bryant ha vissuto a Reggio Emilia, Pistoia, Rieti e Reggio Calabria

La morte di Kobe Bryant non ci ha privato solo di un grande atleta, magari un futuro allenatore come è divenuto il padre Joe Bryant: ha tolto al mondo una stella simbolo di quanto Europa e Stati Uniti sappiano arricchirsi a vicenda, un uomo che era anche un legame tra le due sponde dell'Oceano.

Ciao Kobe Bryant
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