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amianto in italia

L'Italia è ancora invasa dall'amianto

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Lo scorso 28 aprile in alcune città italiane si sono svolte diverse commemorazioni in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Sebbene la produzione, la lavorazione e la vendita dell’amianto siano fuori legge in Italia dal 1992, l’ONA (l’Osservatorio Nazionale Amianto) stima che ogni anno nel nostro Paese circa 6000 persone muoiano di malattie amiantocorrelate. In tutto il mondo i decessi sarebbero più di 100mila, con 125 milioni di lavoratori tutt’oggi esposti alle micidiali fibre cancerogene, dato che soltanto in una sessantina di nazioni il loro utilizzo è stato messo al bando. Tuttavia, visto l’ampio impiego di amianto come materiale da coibentazione e come composto fibro-cementizio (il noto Eternit) questo è ancora presente in grande quantità anche nei paesi che ne hanno vietato l’utilizzo da tempo. In Italia, per esempio, l’ONA calcola che siano circa 40 milioni le tonnellate di amianto ancora presenti in edifici, sia pubblici che privati (per il Ministero dell’Ambiente sono 32 milioni). La mappa dei luoghi contaminati prodotta dall’ONA è scioccante: 2400 scuole, 800 biblioteche e centri studio, 250 ospedali, oltre 300mila chilometri di tubature. A quasi trent’anni dal divieto pare impossibile che le opere di bonifica siano state insufficienti e che oggi, nel 2019, le cifre siano ancora così consistenti.

Da 32 a 40 milioni di tonnellate di amianto sarebbero ancora in circolazione in Italia: in 2400 scuole, 800 biblioteche, 250 ospedali

Minerale fibroso ampiamente utilizzato in edilizia per la sua naturale resistenza al calore e alla degradazione, l’amianto (o asbesto) è il nome utilizzato per indicare una serie di sei minerali della classe dei silicati, fra cui il crisotilo e la crocidolite. Se inalate, le fibre di amianto possono causare tumori polmonari, mesoteliomi pleurici o l’asbestosi, una malattia polmonare cronica. Delle 6000 persone decedute nel corso del 2018, 3600 avevano sviluppato un tumore polmonare, 1800 il mesotelioma e 600 l’asbestosi. Lo sviluppo di queste patologie è molto lungo: dall’esposizione allo sviluppo della malattia possono trascorrere dai 25 ai 50 anni. Per questo motivo, ci si attende che il picco dei casi, almeno in Italia, non si sia ancora verificato.

In Italia 2400 scuole, 800 biblioteche e centri studio, 250 ospedali, oltre 300mila chilometri di tubature sono contaminati dall

In Italia 2400 scuole, 800 biblioteche e centri studio, 250 ospedali, oltre 300mila chilometri di tubature sono contaminati dall'amianto

I soggetti più esposti sono ovviamente coloro che hanno lavorato a stretto contatto con le fibre di amianto negli stabilimenti dove questo veniva prodotto. Ma, dato che la pericolosità dell’amianto è legata soprattutto alla presenza di fibre nell’aria, la situazione è comunque critica ovunque ci siano manufatti contenenti amianto danneggiati o friabili. Difatti, la loro rimozione va affidata a ditte specializzate, in grado di intervenire con un’adeguata protezione delle vie respiratorie e di smaltire il materiale nel modo corretto.

Nel mondo esistono ancora nazioni in cui l’amianto viene estratto, lavorato ed esportato, fra cui Cina, Russia, India, Canada e Kazakistan

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