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In Italia è impossibile comprare casa senza l'aiuto dei genitori

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Come sarebbe accolta in Italia una nuova tassa sulle donazioni di denaro ai figli? Al momento nel nostro Paese le donazioni fino a un milione di euro destinate ai figli (molto spesso per l’acquisto della casa) sono esenti da tasse. Il dubbio sorge dopo che in Olanda il governo guidato da Mark Rutte (centrodestra) ha deciso - nell’ambito di una manovra anti austerity – di eliminare tutte le esenzioni fiscali sulle donazioni ai figli fino ai 100mila euro per acquistare una casa. Obbligando i genitori a pagare tasse per donazioni ai figli in vista dell’acquisto della casa, l’esecutivo Rutte è convinto di dare maggiore spinta al piano di riduzione degli affitti. Si tratta di una misura che – molto probabilmente – in Italia non riscuoterebbe successo: nel nostro Paese le risorse dei genitori (e più in generale l’intero welfare familiare) restano un aiuto fondamentale per l’economia dei figli e l’acquisto della casa.

L’indispensabile aiuto dei genitori italiani ai figli che vogliono comprare casa

In Italia l’aiuto dei genitori per l’acquisto della casa dei figli è indispensabile. Lo strumento della donazione d’immobile è largamente utilizzato, stando all’ultimo “Rapporto dei dati statistici notarili” curato dal Consiglio Nazionale del Notariato. Nell’anno della pandemia si è registrata una lieve flessione, dovuta con ogni probabilità ai mesi di lockdown – considerato che nel secondo semestre del 2020 la crescita è stata esponenziale. I numeri dicono che gli italiani donano soldi e immobili, e la mappa evidenzia ancora una volta una differenza territoriale: al Nord si preferisce donare soldi, al Sud immobili. Nel 2020, in particolare, 174.754 immobili sono stati donati in Italia.

Donare fa bene anche a chi dona

Può sembrare utilitaristico, ma esiste un ritorno in termini di affetto familiare per chi dona soldi o case ai figli, ed è stato quantificato. Ci ha pensato la Banca d’Italia con una ricerca sul welfare familiare. In particolare è stata analizzata la correlazione tra la donazione di una casa (o di una somma di denaro finalizzata all’acquisto della casa) e la propensione da parte dei figli ad accudire i genitori quando si fanno più anziani. Tra coloro che hanno ricevuto in regalo una casa o soldi dai genitori la frequenza dell’assistenza ai genitori aumenta del 2,6% (il 2,7% se si considerano gli over 65). E i genitori che, dopo aver aiutato ad acquistare casa, continuano a contribuire all’economia dei figli, sono aiutati l’11% in più.

D’altronde in Italia la famiglia è un guscio dal quale è sempre più difficile uscire. Secondo i dati Istat, infatti, vivono con i genitori il 67,9% dei maschi italiani e il 56,4% delle femmine italiane tra i 18 e i 34 anni. «Sono tra i valori più alti al mondo», fece sapere in un’intervista a VD Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica e coordinatore scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. «Se vent’anni fa quasi il 50% di chi viveva con i genitori diceva “sto bene così, ho la mia libertà”, ora è solo il 20% che rimane per scelta, mentre la grande maggioranza ha difficoltà ad ottenere un reddito adeguato e continuativo per accedere ad una casa e sostenere le spese quotidiane».

Quanto bisogna risparmiare per comprare casa in Italia

Per comprare un bilocale in centro gli italiani spendono poco più di 200mila euro (è un valore medio, in cui rientrano le statistiche su diverse città italiane, per città come Milano le cifre salgono, e di parecchio). E per permetterselo devono continuare a risparmiare, in media, per 70 anni (ecco perché diventa fondamentale l’aiuto familiare). Lo rivela lo studio “The countries you’ll have to save the longest to buy a homepubblicato da USwitch.

Il dato potrebbe sembrare catastrofico, invece l’Italia è messa molto meglio di altri Paesi europei: in Spagna bisogna risparmiare per 339 anni per permettersi lo stesso bilocale, in Giappone per 400 anni, nel Regno Unito “bastano” 130 anni di risparmi, tanti quanti occorrono in Francia. La cifra è ottenuta dividendo il prezzo medio del bilocale in centro per i risparmi annui delle famiglie. Secondo gli ultimi dati Housing in Europe di Eurostat, inoltre, i prezzi delle case in Italia sono diminuiti del 15% mentre in tutta Europa si registra un aumento medio del 26%.

I paesi virtuosi in cui comprare casa non è utopia

In Messico sono sufficienti 33 anni di risparmi per acquistare un appartamento. Negli Stati Uniti con 38 anni di risparmi si acquista una casa. In Europa il sistema è virtuoso in Germania (49 anni), in Olanda (39 anni) e in Svezia (56 anni). L’Italia è a metà della classifica stilata da USwitch, seguita dalla Svizzera (che ha gli stessi parametri italiani, ma in proporzione maggiore: un indice di risparmio annuo medio per famiglia tre volte superiore a quello italiano, e un prezzo medio per bilocale in centro città tre volte superiore a quello italiano).

Il diritto alla casa in Italia

Se acquistare casa è un sogno (a quanto pare anche realizzabile, se paragoniamo le speranze di un aspirante proprietario italiano a un suo omologo spagnolo, inglese o giapponese) in Italia il diritto alla casa, a un tetto, resta negato per molti. Secondo l’indagine Istat sulle persone senza dimora, condotta in collaborazione con fio.PSD e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Caritas italiana, sono 50.724 le persone senza dimora stimate in Italia nel 2015. Queste persone vivono in povertà estrema, cioè in una condizione di disagio profondo legato prima di tutto alla mancanza di una casa come luogo intimo e di rifugio. Più della metà sono immigrati da altri paesi (Marocco, Tunisia, Albania, Romania), hanno un’età media di circa 44 anni e vivono prevalentemente nelle regioni del Nord Italia (56%).

E la pandemia non ha fatto altro che amplificare la precarietà abitativa: secondo una stima dell’Unione Inquilini, ribadita durante una manifestazione a Roma dello scorso febbraio, nell’anno dell’emergenza pandemica in Italia ci sono stati 38mila sfratti. Una situazione alla quale si potrebbe - spiegano i responsabili - porre rimedio offrendo soluzioni alternative che sfruttino i milioni di metri cubi di immobili lasciati vuoti, e non costruendo altre unità abitative.

La manifestazione per dire stop agli sfratti

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