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ILR è il dispositivo hi-tech sottopelle che connette i medici ai loro pazienti

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Sono quasi 50.000 i pazienti di infarto in Italia, un numero che la pandemia da covid sembra aver fatto aumentare del 40%. Nel 2017, con il 35,8% di tutti i decessi (32,5% nei maschi e 38,8% nelle femmine) le malattie cardiovascolari sono state la prima causa di morte in Italia. Per questo, tra i vari settori della tecnologia applicata alla salute, dai robot alla smartband fino alle app dello smartphone, quello che riguarda i problemi cardiaci è forse il più avanzato. La medicina e la tecnologia hanno sviluppato pillole intelligenti come la californiana Proteus, capace di raccogliere dati all’interno del paziente e inviarli all’esterno, oppure lo Smart Clothing, come quello di Nanowear, che attraverso fibre capta i segnali biometrici del nostro corpo. Ma la battaglia alle malattie cardiache richiede un monitoraggio continuo che pochi possono garantire quanto i Loop Recorder impiantabili, gli ILP (o LRI), che durano anni e permettono di controllare continuamente il nostro cuore. Inserito sotto pelle nel torace, l’impianto monitora costantemente gli impulsi elettrici dati dal battito cardiaco, riuscendo a raccogliere informazioni che nessun elettrocardiogramma potrebbe scoprire. Il battito così monitorato viene trasmesso all’equipe medica attraverso la rete wifi e un transmission monitor. I benefici di questo tipo di device sono stati provati sin dai loro primi prototipi, rivoluzionando il modo di curare i malati e permettendo ai medici di assisterli anche quando dormono a casa propria.

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