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Sei cybercondriaco?

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Sei a casa da solo/a, al massimo con i tuoi conquilini nel nuovo appartamento in cui sei da poco e hai un mal di gola di provenienza incerta: chi non si metterebbe come prima cosa a cercare, su Google, sintomi, cause e rimedi? Secondo le ultime statistiche il 42% degli italiani dichiara di ricercare online argomenti che riguardano la propria salute e quella dei propri cari; e il dato è in costante crescita. Le ragioni possono essere tante, dall'immediata accessibilità di internet alla questione economica.

Il 42% degli Italiani usa internet per i propri problemi di salute

Il 42% degli Italiani usa internet per i propri problemi di salute

Qualcuno sceglie di cercare da sé le informazioni perché non ha ancora un medico di riferimento nella città in cui si è appena trasferito, e in tempi di grande mobilità questo avviene molto spesso. Ci sono poi problemi di salute che purtroppo si portano dietro pregiudizi sociali, basti pensare alla difficoltà che ancora abbiamo nel parlare di malattie sessualmente trasmissibili o di malattie mentali, e questo potrebbe spingere, soprattutto tra i giovanissimi, a cercare diagnosi anonimamente.

Le ragioni che portano alla cybercondria sono l'accessibilità e il costo

L’abitudine di auto-diagnosticarsi online un disturbo, a volte definita cybercondria, è un fenomeno sempre piú diffuso, tanto che sui maggiori siti e forum di informazione medica si mette in allerta l’utente che la consultazione di materiale online non è da considerare un valido sostituto alla parola di un esperto. Una ricerca della Queensland University Of Technology ha riscontrato che mediamente, facendo una ricerca medica su Google, solo 3 dei primi 10 risultati possono essere considerati scientificamente attendibili.

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L'abitudine ad autodiagnosticarsi, con internet, le malattie è nota come cybercondria

Alcuni paesi del Nord Europa, come il Belgio, hanno avviato negli ultimi anni delle campagne di sensibilizzazione per contrastare l'uso ingenuo e smodato di internet come consulente medico, mentre in Italia il tema è forse poco trattato, e ultimamente ha scatenato accesi dibattiti.

Forse il problema della cybercondria affonda le sue radici nella crisi del sistema sanitario

A fine estate di quest’anno, al Meeting di Rimini, la manifestazione organizzata annualmente dall’organizzazione cattolica Comunione e Liberazione, l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha sminuito il problema della carenza di medici rispondendo a Roberto Speranza: «Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti? Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito».

Chi sono i Paninari?

Parole pesanti, che hanno fatto infuriare medici e lavoratori della sanità nei giorni seguenti. Secondo l’ISTAT il 74% degli italiani si reca dal medico almeno una volta all’anno, con la percentuale che sale al 90% per gli over 65.

Su Google solo il 30% dei risultati sono scientificamente attendibili

Allo stesso tempo, la carenza di medici di base nel sistema nazionale sanitario è sempre piú evidente. Ci sono moltissimi medici che stanno andando o che andranno a breve in pensione, e i giovani per sostituirli non sono abbastanza, anche a causa di un sistema a numero chiuso nelle facoltà di Medicina, instaurato semplicemente per meri criteri meritocratici, e l'impossibilità di esercitare fino alla fine della specializzazione senza fare i conti con le esigenze reali dei servizi.

Il problema è spesso la carenza di medici di base

Il problema è spesso la carenza di medici di base

«Non so quale realtà parallela descriva il sottosegretario Giancarlo Giorgetti», ha commentato duramente il segretario generale della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti «se il sottosegretario conoscesse meglio il Paese reale, saprebbe che ci sono sempre più italiani che faticano a curarsi per problemi economici. Per queste persone anche il ticket è un problema. Noi restiamo l'unico riferimento di assistenza aperta e gratuita. Altro che visita dallo specialista cercato su Internet: con l'aumento del ticket sulla specialistica, sono i nostri studi ad accogliere chi fa fatica a sostenere i costi».

Sempre più italiani faticano a curarsi, per loro anche il ticket sanitario è un problema

Il problema della cybercondria allora forse ha radici nei problemi del sistema sanitario, sempre piú in crisi, costoso e difficilmente usufruibile. Un governo che volesse affrontare il problema dovrebbe innanzitutto ripartire da qui.

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