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Le conseguenze legali di assaltare un parlamento

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Gli scontri a Capitol Hill, tra i supporter di Trump e il Congresso, sono finiti lasciando dietro di loro una lunga serie di conseguenze. Prima di tutto quelle umane: 4 morti e 52 arresti, il coprifuoco nella capitale e lo stato di emergenza voluto dal sindaco Muriel Bowser fino al 21 gennaio. Poi quelle politiche: la certificazione in ritardo della vittoria di Biden e Harris, le critiche di Pence e di una parte dello staff della Casa Bianca, Trump che continua a «essere totalmente in disaccordo col risultato delle elezioni». Ma cosa rischiano legalmente i manifestanti americani che ieri hanno attaccato, armati, il parlamento? E se succedesse lo stesso in Italia, come si muoverebbe la nostra giustizia? Ne abbiamo parlato con l’avvocato Michele Verrucchi, dottore di ricerca in diritto penale e processuale all’Università di Firenze.

Le conseguenze legali di un attacco al Parlamento

In America il dibattito sulle conseguenze legali dell’assalto al Parlamento è già entrato nel vivo: il Procuratore dell’Eastern District del Michigan, Matthew Schreider ha definito le azioni della folla ingiustificabili e ha specificato: «C’è una grande differenza tra esprimere le proprie libertà protestando pacificamente e i crimini che hanno commesso i manifestanti». Per la stampa e gli esperti americani, le accuse nei confronti dei supporter di Trump potrebbero variare da quelle di basso livello come: violazione del coprifuoco, intrusione e distruzione di proprietà pubblica; ad altre più gravi come: disordini, ostacolo alla legge, cospirazione e sedizione (ma non tradimento, che comporterebbe, per il sistema legale americano, la partecipazione di una nazione straniera). Per il professor Michael Traugott dell’Università del Michigan, quanto successo a Washington «è un atto di sedizione come non se ne vedevano dalla Guerra Civile». Le accuse dipenderanno dalle investigazioni, ma sembra che quella di sedizione sia quantomeno probabile. Invece, molto meno chiare, le conseguenze per Donald Trump, incauto provocatore se non addirittura ispiratore degli eventi. E anche quelle politiche, per tutti noi: quanto di ciò che abbiamo visto è una finestra sul futuro delle democrazie occidentali? E se lo stesso assalto al Parlamento succedesse in Italia, quali ripercussioni ci sarebbero per i manifestanti? «Qualunque pubblico ministero non avrebbe difficoltà a trovarvi diversi delitti contro lo stato» ci dice l’avvocato Verrucchi. «Se vogliamo fare un elenco in ordine di gravità crescente, prima di tutto “l’attentato contro gli organi costituzionali” (art. 289 del Codice Penale)» reato che punisce da 1 a 5 anni chi impedisce con la violenza il funzionamento delle istituzioni. Per non parlare, poi, del «delitto di “cospirazione politica mediante accordo” (art. 304), che punisce da 1 a 6 anni» chi si accordi per compiere “l’attentato agli organi costituzionali”. «E se dalle indagini risultasse una previa organizzazione, nulla escluderebbe l’accusa di “cospirazione politica mediante associazione” (art. 305) che è punito con una pena da 5 a 12 anni. Poi ci potrebbe essere anche il delitto di “banda armata” (art. 306) che comporta una pena dai 5 ai 15 anni». Ma non finirebbe qui: «Se il PM volesse essere davvero cattivo potrebbe ravvisare il delitto di “insurrezione armata contro i poteri dello stato” (art. 284) e qui si va dritti all’ergastolo». Lo stesso rischierebbero tutti quegli agenti che, come sembra essere successo in USA, abbiano simpatizzato coi manifestanti: «In Italia gli agenti preposti alla difesa delle due Camere sono i questori perché in Parlamento non possono entrare le forze dell’ordine» ci spiega l’avvocato Verrucchi. Se uno di loro si comportasse come alcuni agenti americani «le conseguenze sarebbero le stesse (dei manifestanti, ndr) perché nel nostro sistema esiste l’istituto del “concorso”, che può essere materiale o morale, direi in questo caso morale. Le pene sarebbero le stesse, anzi per gli agenti di polizia quasi sicuramente più gravi in quanto pubblici ufficiali». E per un capo di stato italiano che si comporti come Trump? «La grandezza della democrazia americana sta in questo: ogni presidente che termina il proprio incarico torna a essere un comune cittadino, non è come il Presidente della Repubblica da noi che diventa senatore a vita» continua l’avvocato Verrucchi. «Ma nel nostro sistema i politici non sono esenti da eventuali responsabilità penali, anche se per chi ricopre certi ruoli serve “l’autorizzazione a procedere” che è del Senato se il politico è un senatore o un estraneo al Parlamento (come i Ministri, che sono membri del Governo e non sempre parlamentari, ndr), o della Camera se è un deputato. L’autorizzazione può essere negata se il soggetto ha agito nel supremo interesse della Repubblica, ma non sarebbe certo questo il caso». L’accusa verrebbe formulata dalla Procura della Repubblica di Roma e potrebbe essere "alto tradimento" o "attentato alla Costituzione". Termini che non sentivamo pronunciare in Occidente da decenni, almeno fino all’arrivo di Donald Trump.

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