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Ciro l'Immortale, il film è stata una buona idea?

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L’immortale, film diretto e interpretato da Marco D’Amore, uscito nelle sale il 5 dicembre 2019, riporta i fan di Gomorra a quella fatidica notte di due anni fa quando, nel golfo di Napoli, Ciro Di Marzio veniva ucciso e gettato in acqua. O almeno questo è quello che sapevamo fino a qualche settimana fa: il trailer ufficiale del film e poi la sinossi e le dichiarazioni degli attori confermano le teorie dei fan che in molti avevano bollato come fantasiose e impossibili: Ciro è vivo, ha inscenato la sua morte ed è pronto a ricominciare. L’immortale parlerà proprio di questo.

Ciro Di Marzio, l’immortale antieroe

Ciro e il suo interprete Marco D’Amore sono cresciuti insieme: l’attore, che ha debuttato alla regia in due episodi della quarta stagione di Gomorra, è passato da stare davanti la telecamera a trovarsi dietro, a dirigere. Un modo per affrancarsi dall’antieroe di Gomorra – La serie, come conferma lo stesso attore: «Già dopo la seconda stagione sentivo il bisogno di prendere le distanze dal personaggio».

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Marco D'Amore ha curato la regia de L'Immortale

L’immortale ripercorre la vita del piccolo Ciro (Giuseppe Aiello), sopravvissuto da neonato al catastrofico terremoto dell’Irpinia: in quel momento si guadagna il suo soprannome. L’infanzia e l’educazione criminale (e sentimentale) del personaggio si snodano per le vie di Napoli, in cui il ragazzo non ha scelta: per sopravvivere deve legarsi a personaggi negativi. Vediamo però anche il presente: ripescato dalle acque dai suoi complici (tra questi anche l’amico fraterno Gennaro Savastano, interpretato da Salvatore Esposito), ricomincerà una nuova vita in Lettonia.

Gomorra senza Ciro è possibile?

Ciro di Marzio ci piace perché non è né buono né cattivo. Anzi, è decisamente cattivo, eppure non riusciamo a giudicarlo in maniera negativa e probabilmente ci riusciremo ancora meno dopo aver visto il film L’immortale. Perché Gomorra ci ha insegnato che criminali non si nasce, si diventa: ma quando nasci nel contesto camorristico, il tuo destino sembra segnato. Ciro ha fatto ciò che doveva per sopravvivere e anche se le sue azioni sono state terribili è difficile giudicar un'esistenza piena di vicoli ciechi e svolte obbligate. Anche se ti chiamano Immortale.

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Il film L'Immortale mostra l'infanzia di Ciro

Ma Gomorra 3 aveva messo fine al suo personaggio in maniera coerente: Ciro aveva attraversato un ciclo che lo aveva portato su quella barca, quella sera, a morire. Ripescarlo e dargli un’altra possibilità rischia di risultare qualcosa di già visto (già in Gomorra 3 Ciro si era auto-esiliato in Bulgaria), senza aggiungere niente di nuovo a un personaggio che, nel presente, ci ha già detto tutto. Il passato del piccolo Ciro, però, sembra essere l’elemento più interessante: speriamo che, per una volta, si smetta di dire che Gomorra esalta il crimine, semmai lo racconta con tanti chiaroscuri.

Serie tv e film, che coppia

L’immortale potrebbe essere il film che farà da ponte tra Gomorra 3 e Gomorra 5: la quarta stagione della serie tratta dal romanzo di Roberto Saviano non era la stessa senza Ciro. Un ritorno di Marco D’Amore sul set, quindi, potrebbe essere probabile. Ma Gomorra non è la sola serie tv a essere ricorsa a un film per ampliare il suo universo narrativo: il cinema è ancora la soluzione migliore per approfondire personaggi. «Il film ha proprio l’ambizione di portare in sala quelli che non si sono mai imbattuti nella serie» dichiara D’Amore.

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Il film L'Immortale fa da ponte tra Gomorra 4 e 5

In sala ci siamo andati anche per il film tratto da Downton Abbey, uscito lo scorso 24 ottobre, e per conoscere il destino di Jesse Pinkman in El Camino. Non si contano le polemiche invece per l’adattamento sul grande schermo di Charlie’s Angels, remake del film e dell’omonima serie. Siamo curiosi di vedere The Many Saints of Newark, sulla storia del giovane Tony Soprano, interpretato nientemeno che dal figlio del compianto James Gandolfini. Il cinema, dunque, non morirà per mano delle serie tv: si può anzi rivelare, in alcuni casi, un valido alleato.

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