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Christo è morto. Ma la sua arte continua...

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Il maestro della land art Christo è morto a 84 anni, per cause naturali, nel suo appartamento di New York. Ma la sua arte, fatta di paesaggi trasformati e bellezza effimera, non si ferma. È la prima cosa che l’ufficio del grande artista ci fa sapere: «Christo e Jeanne-Claude hanno sempre chiarito che le loro opere in corso di realizzazione proseguiranno dopo la loro morte. Rispettando i desideri di Christo, ‘L’Arc de Triomphe, Wrapped’ a Parigi, Francia, è ancora in pista per settembre».

Chi era Christo

«Christo ha vissuto la sua vita al massimo, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma facendolo diventare realtà. L’opera di Christo e Jeanne-Claude ha riunito le persone attraverso esperienze condivise in tutto il mondo, e il loro lavoro vive nei nostri cuori e ricordi» continua il comunicato. Christo Vladimirov Javacheff ha 15 anni quando lo stalinista Vălko Červenkov prende il potere nel suo paese e accelera così tanto il processo di industrializzazione e collettivizzazione (seguendo le orme dell’URSS) da spingerlo oltre la soglia dell’insostenibilità e trasformando completamente il paesaggio della nazione. Non stupisce che Christo, fuggito dalla dittatura nel 1956, abbia poi dedicato tanta attenzione al complesso legame tra uomo e paesaggio.

Il progetto artistico Christo

Il progetto artistico Christo

Negli stessi anni Jeanne-Claude Denat, l’altra metà del progetto Christo, si trasferisce a Parigi dopo aver vissuto a Berna e a Tunisi, e qui conosce l’artista profugo quando gli commissiona un ritratto della madre. La loro storia d’amore è travolgente, Jeanne-Claude all'epoca è fidanzata e si sposa, ma lascia il marito dopo la luna di miele quando scopre di essere incinta di Christo. Da parte sua Christo chiude la storia con la sorella di lei, Joyce, e i due iniziano a vivere insieme. Il progetto di land art Christo inizia in quegli anni, i due artisti intervengono sul paesaggio modificandolo in maniera temporanea, con teloni o nylon che coprono monumenti e dividono regioni. Sarà negli USA, dove si trasferiscono nel 1964, che nasce la loro prima grande opera Running Fence: 40 km di teloni su cavi che corrono da est a ovest e che prendono vita quando il vento li gonfia. 4 anni di preparazione e 14 giorni di vita.

Christo in Italia

Christo è stato attivo anche in Italia sin dal Festival dei Due Mondi di Spoleto alla fine degli anni sessanta, quando avvolge nel propilene bianco e corde la Fontana di Piazza del Mercato e il Fortilizio dei Mulini. Ma la sua opera più famosa è stata l’installazione Floating Piers al Lago d’Iseo, una catena di pontili galleggianti larghi 16 metri che si snodava per 3 km e che ha visto 1 milione di visitatori nei 16 giorni che è sopravvissuta, portando un indotto di oltre 250 milioni di euro nelle casse del Lago d’Iseo e confermando il legame indissolubile tra arte, società umana e paesaggio naturale, al centro della land art. Oggi ci lascia Christo mentre Jeanne-Claude è morta nel 2009, ma la loro arte non si ferma: il progetto ‘L’Arc de Triomphe, Wrapped’ a Parigi, città che vide la coppia conoscersi e iniziare il proprio progetto, sarà realizzato nell’autunno del 2021. Un ultimo addio, effimero e potente come lo avrebbero voluto Christo e Jeanne-Claude.

La storia di Ulay
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