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Niente più 'padre' o 'madre' ma solo 'genitori'. Lamorgese si scontra con Salvini

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Sulla carta d’identità degli under 14 tornerà la dicitura ‘genitore’. Con buona pace di Pro Vita & co. L’obiettivo è quello di «garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento Ue e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy» sul decreto del 2019. «Il nuovo schema di decreto ha già ottenuto il concerto dei ministri di Economia e pubblica amministrazione ed è in attesa del parere del Garante, a seguito del quale sarà sottoposto alla Conferenza Stato-Città», ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. «Con tutti i problemi che ci sono in Italia, al governo si preoccupano di cancellare padre e madre per sostituirli con Genitore 1 e 2. Prima vanno a casa, meglio è», scrive, invece, su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini. Insomma, si ritorna nel solco tracciato contro le discriminazioni dal governo Renzi nel 2015. Un binario che potrebbe portare verso il riconoscimento delle coppie omogenitoriali in Italia

I bambini nelle coppie omogenitoriali

Secondo i dati Istat aggiornati al 2011, sono 529 le coppie omosessuali con figli nel nostro Paese. Un dato, che oggi, gioca sicuramente al ribasso. Ma com’è la vita dei bambini all’interno delle famiglie arcobaleno? Come quella di ogni altro bambino. Almeno stando allo studio promosso dal Ciai, (Centro italiano aiuto all’infanzia), e dal Cam, (Centro ausiliario per i minori di Milano), che mette a confronto 40 anni di ricerche scientifiche svolte da parte della comunità internazionale su identità sessuale, adattamento psicologico e qualità delle relazioni con i coetanei di chi è figlio di una coppia lesbica o gay. Crescere in una famiglia arcobaleno, quindi, non è un fattore di rischio per la salute psichica del bambino. A fare proprie queste conclusioni anche importanti associazioni scientifiche come l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, l’American Psychiatric Association, la British Psychological Society, l’American Psychoanalytic Association. Tanto che chi vede come una minaccia le famiglie arcobaleno scardina i suoi pregiudizi quando si trova a confrontarsi con loro. I risultati sono confermati anche dalla ricerca pubblicata su Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics dal gruppo di studio dell’Università La Sapienza di Roma, secondo cui i bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso non sono diversi da quelli cresciuti da coppie eterosessuali sotto il profilo dell’adattamento psicologico e sociale: essere buoni genitori prescinde dall’orientamento sessuale.

La normativa italiana e i genitori fantasma

Le diciture ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ sono solo un piccolo passo verso il riconoscimento delle famiglie arcobaleno. La legge Cirinnà del 2016 ha infatti lasciato senza regolamentazione la relazione con i figli e le figlie nate all’interno di una coppia omosessuale. L’associazione dei genitori LGBTQ+ ha quindi da poco lanciato l'iniziativaNon siamo fantasmi” per denunciare l’assenza di tutele verso le famiglie omogenitoriali. Che si traduce nel rischio di adozione dei figli in caso di morte di uno dei due genitori, il non poter andare a prendere a scuola i bambini senza delega e non poterli assistere in caso di ricoveri o trattamenti sanitari. Insomma, in Italia, qualcuno è più genitore di altri.

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