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anni 80

L'auto era la star degli anni 80

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Il 1° agosto di quell’anno, un minuto dopo la mezzanotte, ha inizio una vera e propria rivoluzione: una nuova emittente televisiva, MTV, inaugura le proprie trasmissioni con un videoclip destinato a fare epoca.

Il Generale Lee di Hazzard prendeva il nome dal famoso ufficiale della Guerra Civile

Il Generale Lee di Hazzard prendeva il nome dal famoso ufficiale della Guerra Civile

La canzone è opera dei The Buggles, band nata dal recesso del bassista Trevor Horn e del tastierista Geoff Downess dagli Yes. I due hanno deciso di auto-scomunicarsi dal rito arcaico del rock-progressive per abbracciare il nuovo culto religioso della decade: il synth-pop. Il titolo del brano è volutamente ironico, ed anticipa uno dei tratti costitutivi degli anni Ottanta: Video Killed the Radio Star.

Il brano dei The Buggles è l’inno degli anni Ottanta

L’audiovisivo sta per prendere il largo: è il canto del cigno di un’epoca musicale, quella delle icone “faceless” della radio, conosciute unicamente per la loro voce, destinate a scomparire per cedere il testimone alla dittatura dell’immagine televisiva. Il messaggio è chiaro: è tempo di farsi vedere, di alzare l’asticella e, perché no, di esagerare.

Magnum P.I. non sarebbe stato lo stesso senza la Ferrari 308 GTS

Magnum P.I. non sarebbe stato lo stesso senza la Ferrari 308 GTS

Negli anni Ottanta questo desiderio frenetico di notorietà non ha risparmiato nessuno, neppure le automobili. È la golden age delle super-car: velocissime, estreme e inaccessibili. Attraverso lungimiranti operazioni di product placement, le supersportive cominciano ad apparire sul grande e piccolo schermo.

Le auto degli anni 80 sono vere e proprie celebrità

Dalla Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. alla Ford Gran Torino di Starsky e Hutch, passando per i primi videogiochi a tema sviluppati per Commodore 64 e Amiga 500, 5th Gear su tutti, le super-car diventano l’oggetto del desiderio per antonomasia. Nelle camere dei teenager, le gigantografie delle icone sportive cedono la scena a enormi poster raffiguranti Maserati, Lamborghini, Porsche, BMW e Lotus. Le automobili conquistano l’immaginario popolare e diventano celebrità.

La Gran Torino di Starsky e Hutch è tornata protagonista nel 2009 con il film di Clint Eastwood

La Gran Torino di Starsky e Hutch è tornata protagonista nel 2009 con il film di Clint Eastwood

Nel 1979, due anni prima che i The Buggles incidessero l’inno della decade, sulla CBS va in onda la prima puntata di un serial ideato da Gy Waldron, The Dukes of Hazzard. Antesignana inconsapevole di ciò che oggi definiamo “trash”, incentrata sulle rocambolesche avventure dei cugini Bo, Luke e Daisy, Hazzard è, probabilmente, la serie TV più rappresentativa del decennio. Il problema è che Bo, Luke e Daisy non se li ricorda più nessuno.

La Dodge di Hazzard è diventata più famosa dei protagonisti della serie

Tutti, invece, hanno ben presente la vera protagonista della serie: il Generale Lee, una Dodge Charger arancione del 1969 a propulsione iper-nazionalista, con tanto di bandiera degli Stati Confederati d’America sul tetto e clacson velatamente razzista, sempre pronto a intonare fieramente Dixie’s Land, il canto popolare dei secessionisti del sud.

KITT ha profetizzato la guida automatizzata di oggi

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Tre anni dopo, un giovanissimo David Hasselhoff sale a bordo di K.I.T.T., protagonista di Supercar, una Pontiac Firebird Trans Am del 1982, dotata di un computer di bordo che le permette di provare emozioni e, soprattutto, di parlare grazie ad un sintetizzatore vocale.

Con il Generale Lee e K.I.I.T., le automobili entrano nello star-system

Con K.I.T.T. e il Generale Lee, le automobili vengono umanizzate ed entrano a pieno titolo nello star-system: hanno nomi propri, prime pagine sui giornali e un seguito di fan affezionati pronti a tutto per scattare una foto nel loro abitacolo.

Le curiosità di Stranger Things

In quegli anni, finito il boom economico, per la stragrande maggioranza degli italiani le supersportive erano ricoperte da diversi strati di utopia: bisognava “guardarle ma non toccarle”, ammirarle in televisione, magari vederle sfilare negli eventi, ma senza volare troppo con la fantasia.

In Italia gli anni 80 segnarono una nuova coscienza automobilistica

Per la classe media, gli anni Ottanta sono invece quelli delle “scatole”: spartane, essenziali ed economiche. E, nel 1980, la “scatola magica” la produce la Fiat: si chiama come il mammifero simbolo del WWF ed è prodotta dell’ingegno di un titano come Giorgetto Giugiaro. Viene presentata in anteprima al Presidente della Repubblica Sandro Pertini, al Quirinale: è la Fiat Panda, la grande utilitaria degli gli anni '80, la risposta ad una nuova presa di coscienza automobilistica. Una macchina che serve davvero: facile da parcheggiare, contenuta nei costi.

La Fiat Panda, col modello Elettra, è stata una delle prime macchine ad alimentazione elettrica

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In breve tempo la Panda conquista le vette delle classifiche di vendita e, sulla scorta del suo successo, lo “scatolificio” italiano si scatena: Autobianchi Y10, Uno e 127, cominciano a diffondersi a macchia d’olio nelle autostrade e nei centri cittadini, motorizzando un gran numero di famiglie monoreddito. Oggi le definiamo “bare su quattro ruote” ma, al tempo, furono il vero simbolo di una decade irripetibile, iniziata con un “oh-a-oh” (quello dei Buggles) e conclusa con la caduta di un muro.

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