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Sandro Pertini e Andrea Pazienza: fumetto di un presidente

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Nel 1978 Sandro Pertini porta la sua pipa e la sua presenza esplosiva al Quirinale, diventando Presidente della Repubblica. Quello stesso anno Andrea Pazienza disegna piccoli capolavori con la banda di Bologna sulle riviste indipendenti Cannibale, Frigidaire e Il Male. L'Italia è divisa dagli anni di Piombo e in questo periodo oscuro Pazienza inventa il divertente personaggio di Pert che spingerà il vero Pertini a invitarlo a cena al Quirinale. L'artista e il presidente, però, non si incontreranno mai.

Pertini e Pazienza, amici sulla carta

Pochissime coppie dei fumetti sono state così interessanti come lo scorbutico Pertini e il suo compare pasticcione Paz. Scombinando e rinnovando uno schema narrativo inflazionatissimo, quello del duo comico che troviamo praticamente ovunque nella narrativa delle strip, Pazienza racconta il ‘suo’ Pertini, consegnando alla storia culturale italiana una serie di esilaranti e agrodolci avventure ambientate durante la Resistenza, nelle quali l’imbranato Paz le combina di tutti i colori facendo infuriare lo scorbutico ma simpatico Pert, comandante e compagno di scorribande. Un Prep dall’irresistibile dolcezza pur nelle sue asperità simile a un Re Soldino invecchiato ma coriaceo, con i suoi difetti e le sue tirate iraconde, la fede nella giustizia perseguita con passione ed emotività.

Le avventure di Paz e Pert di Andrea Pazienza

Le avventure di Paz e Pert di Andrea Pazienza

«Questo modo di essere» disse Pazienza a Clive Griffiths su Videomusic nel 1988 «un po' pallottino, energico anche se vecchio è qualcosa di eccezionale». L'amore e l'ammirazione che un personaggio come Pazienza nutriva per un Presidente della Repubblica ottantenne non dovrebbe stupire: Sandro Pertini era un uomo delle istituzioni ma di una tempra totalmente diversa dai suoi colleghi. Lo stesso Pazienza lo definirà, in una delle sue opere: «L'ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini», per questo l'Italia intera lo amava, era spontaneo, ingenuo e severo (e aveva guidato il paese durante i vittoriosi mondiali del 1982 in Spagna).

Quella cena rubata tra Pertini e Pazienza

Fu nel dicembre del 1979 che Sandro Pertini vide sulla copertina de Il Male il disegno che lo fece innamorare di Pazienza: un piccolo se stesso che si rammaricava della morte di De André come di un "bravo canzonettista", tenerissimo e profondo. Il Presidente, eletto da circa un anno e mezzo, non si fece problemi e alzò il telefono per invitare al Quirinale la redazione di una rivista di satira politica che aveva già collezionato denunce, sequestri e arresti e che era strettamente legata ai "cannibali" del '77 bolognese. «Pronto, sono Sandro Pertini» racconta Vincenzo Sparagna «e ci chiese il disegno in regalo: gli era piaciuto. Non potevamo rifiutare l'invito. Andammo io, Vincino e Forattini che all'epoca si era offerto di farci da direttore responsabile. Gli portammo una pipa di un metro e mezzo e il disegno. Poi Pertini ci condusse a pranzo in una silenziosa saletta. I camerieri servirono un ottimo minestrone, della carne, patatine ecc.»

Pertini osserva l

Pertini osserva l'Italia di Andrea Pazienza

Poi discussero degli arresti di Potere Operaio. «Sentivamo che quell'uomo così severo, così brusco, aveva deciso di conservare fino in fondo la sua umanità di vecchio socialista. "Dovete venirmi a trovare più spesso" disse alla fine "Questo ristorante è il migliore d'Italia ed inoltre è gratis". Ci lasciammo con un vero slancio di affetto: "Se vi sbattono in galera" disse Pertini "fatemelo sapere che vi tiro fuori. La stampa deve essere libera"». Questo momento indimenticabile fu rubato al povero Andrea Pazienza che, lasciato all'oscuro, lo rimpianse per tutta la vita. Ma tra lui e Pertini era nata una simpatia istintiva che avrebbe travalicato il tempo giungendo sino a noi, 30 anni dopo la morte di entrambi.

L'irripetibile presidenza di Sandro Pertini

C'erano molte affinità tra il ribelle Pazienza e il Presidente partigiano Pertini. I due non si incontrarono mai ma erano entrambi uomini di azione, poco inclini alla retorica, alle grandi elucubrazioni, e avevano quell'indole rivoluzionaria che irride l'autorità scompaginandone la struttura rigida e severa: «Il presidente Pertini fu un elemento spurio all'interno della seriosità politica dell'epoca» dichiarò Sergio Staino a Repubblica nel 2018. «Era vecchio, socialista e laico ma con un'attenzione inedita verso il mondo giovanile, per quell'epoca era un anticonformista e il suo modo di porsi genuino. Si percepiva che, al contrario degli altri, lasciava liberi i sentimenti. La maggior parte delle persone provava per lui una simpatia innata».

Sandro Pertini (1896-1990), Presidente e partigiano

Sandro Pertini (1896-1990), Presidente e partigiano

Socialista in esilio, prigioniero del fascismo, partigiano dopo l'evasione, padre costituente, deputato, presidente della camera e della Repubblica: il curriculum di Pertini ci ricorda un'epoca scomparsa, eppure impallidisce di fronte alla popolarità del suo equivalente a fumetti. Era, quindi, inevitabile che fosse proprio un fumetto a dare, nella cultura popolare, l'addio a Pertini. Il Presidente morirà due anni dopo Pazienza e, in quel freddo febbraio del 1990, in un'università di Roma occupata dalla Pantera, apparve un disegno dove Paz vede arrivare Pert in Paradiso e gli dice: «Finalmente ci incontriamo». Avevano atteso dieci anni.


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