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Aldous Huxley, lo scrittore visionario che profetizzò il totalitarismo dei social

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Aldous Huxley nasce a Godalming, nel Surrey inglese, il 26 luglio 1894, da una famiglia formata da illustri esponenti della biologia e della letteratura: il suo pensiero e le sue opere saranno frutto di questa felice commistione, andando ad esercitare un'influenza anche profetica sul Novecento.

Il Mondo Nuovo di Huxley

Il Mondo Nuovo è un romanzo distopico scritto nel 1932, in cui Huxley immagina un futuro in cui non esistono più guerre né infelicità, in cui vige l'ordine e ogni membro della società è perfettamente integrato. Il prezzo è un regime totalitario fondato sull'eugenetica, gli individui vengono generati in provetta e condizionati mediante sostanze chimiche e trattamenti psicologici brutali. Rigidamente divisi in caste, possono godere degli svaghi offerti dal regime, unitamente al soma, una droga che dona sereno benessere. Il tutto è riassunto nelle parole del Direttore del Centro di Predestinazione: «Questo è il segreto della felicità e della virtù: amare ciò che si deve amare. Ogni condizionamento mira a ciò: fare in modo che la gente ami la sua destinazione sociale». Come ritroveremo nell'Arancia Meccanica di Burgess, l'ordine e la felicità sono garantiti mettendo da parte il libero arbitrio, e la norma per il quieto vivere diviene la distrazione di massa. L'immaginazione di Huxley si è rivelata profetica: i totalitarismi che seguirono la stesura dell'opera si basavano però sul terrore, e lo scrittore osservò come, pur senza indovinare i mezzi, aveva centrato gli scopi dell'èlite dirigente. Oggi la realtà si è avvicinata alla distopia del romanzo, l'ordine pubblico raramente deve ricorrere alla violenza, le guerre si combattono lontane, la distrazione di massa è sempre sotto ai nostri occhi: è ovviamente lo smartphone, o più in generale l'asservimento di internet alle dinamiche dei social. Nel 1958 Huxley faceva notare che nei secoli passati in Europa si definivano "carne da cannone" i giovani destinati a morire in guerra, aggiungendo che «oramai i loro fratellini e le loro sorelline sono diventati carne da radio e da televisione». E i social sono veicoli estremamente più penetranti, sia di distrazione che di propaganda.

Oggi la distrazione di massa è all'ordine del giorno

Huxley si rifà alle parole di Hitler, definendolo il più grande demagogo della storia: «La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate. Queste formule stereotipate vanno ripetute continuamente, perché solo la ripetizione costante riuscirà alla fine a imprimere un concetto nella memoria di una folla». È sotto il nostro naso, sullo schermo dello smartphone, come la politica sia sempre più composta da un linguaggio scarno e brutale, veicolo spesso di messaggi pericolosi e in grado di rievocare fantasmi di intolleranza e razzismo. Nel Mondo Nuovo, la Storia e più in generale il passato vengono cancellati, inutile retaggio di un passato che non ha più senso conoscere. Per capire quanto la distopia di Huxley sia rilevante ai giorni nostri, basti pensare che Rodotà, riferendosi alla compilazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, dichiarò che si tennero ben presenti i rischi raccontati nel Mondo Nuovo: «volendo scacciare i fantasmi evocati dall'incubo della produzione programmata degli esseri umani che s'incontra nel Mondo Nuovo, per sconfiggere col diritto il destino totalitario indicato da Huxley».

Per Huxley essere liberi significa essere diversi

Gli individui omologati del Mondo Nuovo sono portati, grazie al condizionamento, ad agire in maniera prevedibile e ben controllata dal regime: oggi, nella dittatura dei social, viviamo sotto l'occhio dell'algoritmo, di quell'immensa raccolta di dati che costituisce - per chi ne è in possesso - una inedita e incalcolabile ricchezza. Nel romanzo è impensabile fare qualcosa in privato, tutto è pubblico: lo scrittore anticipa la smania della condivisione online, della vita che si sposta dalla sfera privata a quella social. Huxley ci ha insegnato che essere liberi significa essere diversi, grazie alla conoscenza costruita fuori dai dogmi del cosiddetto pensiero unico. E nel 1953 lo scrittore trova la sua via per la libertà e la conoscenza, o quantomeno una delle vie, grazie all'esperienza psichedelica. L'opera di Huxley, in particolare Le Porte della Percezione, rappresenta un tassello fondamentale nella ricerca trascendentale dell'uomo mediante le sostanze psichedelicheMichael Pollan, illustre giornalista e saggista americano, nel suo ultimo libro Come cambiare la tua mente sostiene che Huxley abbia fornito gli strumenti fondamentali per definire e far progredire la moderna psichedelia, sia negli aspetti pratici che in quelli sociali e politici. Il movimento dello Psychedelic Renaissance esiste oggi anche grazie alle esperienze di Aldous Huxley.

Una nazione non può essere sia ignorante che libera

Se - come fa notare il giornalista Edoardo Camurri - la droga del Mondo Nuovo, il soma, è oggi rappresentato dall'algoritmo, o più in generale dall'incessante flusso di distrazioni che inonda la nostra quotidianità, l'esperienza psichedelica rappresenta un modo per trascendere, per liberarsi dai condizionamenti e disassemblare ciò che ci viene venduto come verità unica. In una realtà in cui addirittura le fake news diventano un rilevante mezzo di propaganda, Huxley ci ricorda come solamente la conoscenza sia in grado di garantire la libertà, citando le parole di Thomas Jefferson: «Se una nazione pretende di essere ignorante e libera, essa pretende ciò che mai è stato e mai sarà... un popolo non può essere al sicuro senza il sapere».

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