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La rete 5G in Italia: cosa cambia all'ombra della Cina

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Mentre in Italia la sperimentazione è avviata in alcune città – prime tra tutte Milano, Prato, L'Aquila, Bari e Matera – il 2019 è l’anno atteso per il debutto commerciale mondiale del 5G. Stati Uniti, Corea e Cina saranno i primi a lanciare sul mercato dispositivi ad alta velocità di connessione, mentre per una diffusione più ampia della tecnologia si aspetta il 2020.

I grandi stabilimenti di Huawei a Dongguan in Cina

I grandi stabilimenti di Huawei a Dongguan in Cina

Con il termine 5G (5th Generation), nell’ambito delle tecnologie di rete, si indica la quinta generazione degli standard di connessione. Dal 1982, quando la rete 1G richiedeva apparecchi ingombranti con batterie voluminose, circa ogni 10 anni le tecnologie di rete hanno fatto un balzo in avanti: col 2G (GSM) nel 1992 che ha portato la diffusione dei primi telefoni cellulari, il 3G che dal 2001 ha visto gli albori degli smartphone, il 4G nel 2012 che ha favorito lo streaming e l’uso intensivo di dati e ora la quinta generazione, alle soglie del terzo decennio del ventunesimo secolo.

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A cambiare, ad ogni generazione, sono state anche le regole che operatori telefonici, produttori di apparecchi di comunicazione e fornitori di apparecchi connessi stabiliscono insieme e si impegnano a rispettare per offrire servizi compatibili tra loro. Le nuove reti 5G, anche se le stime reali sono ancora difficili da fare con precisione, potrebbero arrivare ad una velocità di connessione tra i 2 e i 10 gigabit al secondo, cioè mediamente 20 volte più veloce del 4G attuale.

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Oltre alla velocità però, il vero vantaggio del 5G è la diminuzione della latenza, cioè il tempo che intercorre tra una richiesta e una sua risposta (ad esempio quando facciamo ricerche sul motore di ricerca). Questi tempi si ridurranno infatti da circa 50 a pochi millisecondi, aiutando non solo la navigazione online ma anche la comunicazione tra dispositivi connessi.

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Questa tecnologia di rete è, infatti, intimamente legata alle esigenze che porterà l’espansione dell’Internet Of Things e dell’intelligenza artificiale. Già alcuni prodotti in commercio, come Alexa o Siri, mostrano una tendenza del mercato a sviluppare sempre più tecnologie che favoriscano interconnessione tra dispositivi mobili, elettrodomestici, macchinari industriali. Reti di quinta generazione potranno quindi garantire un’efficienza notevolmente maggiore a queste tecnologie. Nel giugno 2018, per dare prova delle performance delle reti 5G, il musicista Mischa Dohler ha tenuto un concerto a distanza: mentre lui suonava il pianoforte a Berlino, la figlia cantava a Londra, con un tempo di latenza di 20 millisecondi su una distanza di mille chilometri. A subire un forte impatto sarà anche il mondo dei vidoegiochi: la diffusione del cloud-gaming e dei giochi in streaming vedrà probabilmente un’impennata dalla possibilità di connessione a bassissima latenza.

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Per rivolgersi ai millennials, i principali canali di news stanno, quindi, tentando di imporre una nuova dieta mediatica. Una strada che si è dimostrata vincente è quella delle app di messaggistica come Telegram, che permettono di intercettare i giovani nel loro habitat naturale.

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Per quanto riguarda l’Italia, nel 2017 il Ministero dello sviluppo economico ha avviato una procedura di sperimentazione in varie città, con installazione di nuovi ripetitori e la partnership dei maggiori operatori telefonici. A partire dal 2020 i servizi 5G dovrebbero essere attivati a Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari, cui si aggiungeranno Roma e Torino. Le prime applicazioni prevedono però l’utilizzo di queste reti per la pubblica amministrazione, i trasporti e la fornitura di servizi, mentre per l’uso privato dovremo probabilmente attendere fino al 2022.

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