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La vita da fuorisede è sempre più cara. Quanto costano le stanze, città per città

Bollette, tasse, canone d’affitto e piccole spese: la vita del giovane fuorisede è fatta anche di questo, soprattutto se si vive in una grande città. Poco importa se si è studenti universitari o lavoratori, perché arrivare a fine mese è per tutti una scommessa con il proprio conto in banca. Insomma, gestire entrate e uscite non è facile e richiederebbe una formazione specifica a partire dalla giovane età.

Stanze al ribasso

Pandemia, didattica a distanza e smart working hanno temporaneamente arginato i progressivi rincari dei canoni d’affitto, una tendenza che, dal 2015, sembrava rinnovarsi di anno in anno. Adesso, secondo i dati dell’ufficio studi di Immobiliare.it, uno studente o un giovane lavoratore paga in media il 2,5% in meno rispetto al 2020. In particolare, è la carissima Milano a registrare la battuta di arresto più forte, segnando un -9% rispetto agli ultimi dodici mesi, seguita da Napoli (-8,2%), Bologna (-6%) e Torino (-5%).

C’è un “ma”. Un calo del prezzo di stanze e posti letto non significa affitti più accessibili. Nel capoluogo lombardo, infatti, una stanza singola costa in media 470 euro al mese, un posto in doppia 285 euro, e al netto delle bollette. Va meglio a Roma, dove chi cerca una stanza spende in media 417 euro e 246 euro per un posto letto. Per una singola a Bologna e Firenze un fuorisede se la può cavare con poco meno di 400 euro. Va ancora meglio se ci si trasferisce a Napoli: qui bastano 320 euro per una singola, mentre risalendo la Penisola, si può spendere poco più di 300 euro per una stanza a Pisa. Tuttavia si tratta di un quadro in continua evoluzione e ci si aspetta che con la ripresa delle attività in presenza torni a crescere il prezzo degli affitti.

Studiare costa

Una volta si chiamava “il peso della cultura”, perché lo studio, oltre a pesare negli zaini, pesa anche sul portafoglio. Le tasse universitarie variano da ateneo ad ateneo, con sconti a seconda del proprio reddito ISEE. Ma non è tutto. Se prendiamo ad esempio l’Università La Sapienza di Roma, vediamo che le tasse variano a seconda del corso di studi scelto: meno cari quelli umanistici (2.821 euro), più cari quelli scientifici (2.924 euro). C’è poi da considerare la tassa regionale, che parte da un minimo di 120 euro, fino a un massimo di 170, e deve essere sostenuta anche da chi ha un reddito ISEE pari a 0. Non ultimo, il costo dei libri: più costosi quelli di Medicina, dove per arrivare alla fine degli studi si possono superare anche i 6mila euro, meno quelli di Biologia, i cui testi per il corso triennale raggiungono i 2.200 euro.

Trasporti e pranzi

Che sia uno studente o un lavoratore, sulle uscite del giovane fuorisede pesano anche le voci legate ai trasporti. Nel 2020, l’abbonamento ordinario mensile per tram, autobus e metro costava in media 33 euro, al di sotto della media europea (ma segnando +22,2% rispetto al 2005). Se si è studenti, però, si può godere di qualche agevolazione in più: ad esempio, l’università di Bologna prevede la possibilità di acquistare un abbonamento annuale a 180 euro. Non trascurabili anche le spese legate ai pranzi fuori casa: si va da una media di 7-8 euro al giorno per chi lavora e va a mangiare in una mensa, ai 4,5 euro in media per chi studia e può usufruire dei ristoranti universitari. Una cifra che però può essere anche inferiore a seconda del proprio reddito. Con la vecchia e cara schiscetta, però, si possono abbattere i costi legati al pranzo fuori casa: un piatto di pasta al pomodoro può costare, infatti, meno di due euro.

Bollette e altre spese

Spesso motivo di furiosi litigi con i coinquilini, le bollette sono la vera bestia nera del fuorisede. La spesa annuale può variare a seconda del numero di persone con cui si coabita la casa. In genere, però si attesta sui 1.200 euro all’anno, da dividere con i coinquilini. A queste si aggiungono le spese per la connessione in casa, nell’ordine delle poche decine di euro, e le spese condominiali, che vanno da un minimo di 30 euro fino a un massimo di 60 euro al mese, sempre da dividere con gli altri abitanti della casa.

Il costo medio della vita a Milano

La città più costosa è Milano e la voce di spesa più consistente è sicuramente l’affitto. 470 euro è la cifra base da cui partire, a cui vanno aggiunte bollette e spese condominiali, stimate in 46 euro al mese aggiuntivi. Ma non c’è solo la casa. A pesare anche la spesa per il cibo, prodotti per la casa e igiene personale: 142 euro in media al mese. Per i trasporti si spendono circa 27 euro al mese, spesa che può lievitare a seconda di quante volte si decida di tornare a fare visita a casa. La vita, però, non è solo dovere: divertimento e vita notturna possono arrivare a costare fino a 200 euro al mese. Insomma, calcolatrice alla mano, ogni mese dal conto in banca se ne vanno circa 885 euro. Una cifra che non tutti si possono permettere.

L’educazione finanziaria che potrebbe fare la differenza

Secondo un’indagine OCSE, ai giovani italiani non piace parlare di soldi. Ben 9 su 10 dichiarano, invece, di rivolgersi ai genitori per avere informazioni su argomenti finanziari. Il risultato è che più della metà degli italiani al di sotto dei 35 anni ha problemi nella gestione dei soldi e nel comprendere informazioni finanziarie. Ed ecco che doversi barcamenare tra bollette, affitti e piccole spese può rivelarsi più complicato del previsto, soprattutto se non si hanno nemmeno i mezzi per comprendere cosa ci sia scritto in un contratto di locazione. Una possibile via d’uscita può essere rappresentata dall’educazione finanziaria, da introdurre preferibilmente a scuola, per insegnare da subito ai ragazzi un corretto rapporto con il denaro, con il risparmio e gli investimenti. Una soluzione che già in molti richiedono. E che permetterebbe ai ragazzi e alle ragazze di essere veramente autonomi.

Questo articolo nasce dalla collaborazione fra VDNEWS e N26, nel contesto della promozione del conto N26 Smart: Il conto corrente per studenti 100% digitale, tutto sul tuo telefono e con funzionalità studiate ad hoc per la vita del fuori sede.


Cosa significa vivere da studente fuorisede?
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