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Gli ultimi giorni dell'Italia prima del coronavirus

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Sono passati tre mesi da quando l'Italia ha annunciato la quarantena per superare la tempesta del coronavirus. Abbiamo chiuso la porta dietro di noi come in quei film apocalittici degli anni Novanta, finendo in un imbuto comunicativo dominato dal virus, dai vaccini e da complottismi vari. Ora che riemergiamo al sole di un paese che cerca di riprendersi, è strano leggere le notizie, le polemiche e le infinite discussioni che a febbraio dominavano l'attualità e oggi sono meno di un ricordo. Scorrerle può essere un modo per capire se e quanto siamo cambiati.

Da Sanremo alla Segre

Era un’Italia tutta concentrata su se stessa quella del febbraio 2020. Il Festival di Sanremo era passato da poco, con tutte le polemiche sui vestiti di Achille Lauro e sul sessismo di Amadeus, mentre imperversavano i meme “dov’è Bugo”. Era stato un festival rispettoso della tradizione: puntate troppo lunghe, interventi prevedibili, canzoni noiose.

Il Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo

E mentre l’Italia cantava la canzone vincitrice di quella edizione (la ricordate voi? Noi no), Liliana Segre riceveva la laurea honoris causa in Storia dell'Europa, che faceva pendant con la scorta per proteggerla dall’odio dell’estrema destra. Già perché, a febbraio, i movimenti estremisti di destra non erano in crisi come oggi: Alba Dorata, in Grecia, attaccava i magazzini dei centri accoglienza di Chios, mentre ad Hanau Tobias Rathjen sparava sulla folla uccidendo 11 persone, confermando la continua crescita del terrorismo nero in Europa.

Parlavamo di clima ma soprattutto di Greta

L’estrema destra si impegnava anche con la giovane Greta Thunberg, divenuta obiettivo dei negazionisti ed esca per i tanti cinquantenni frustrati che, sul web, le riversavano continuamente odio addosso. In quei giorni sarebbe andata al parlamento UE, e noi discutevamo degli adesivi a sfondo sessuale che la riguardavano, domandandoci perché certi gruppi attaccano sempre il corpo delle donne. Un problema che si è ripresentato durante la quarantena con la giornalista Giovanna Botteri.

Greta Thunberg

Greta Thunberg

E se, oggi, il problema psicologico più importante è la gestione dell’ansia della ripartenza, in quei giorni cercavamo di capire la depressione climatica, che colpiva tanti giovani italiani. A confortarli arrivarono su Netflix, a metà mese, i film di Miyazaki, con tutto il loro messaggio positivo e ambientalista. Nello stesso periodo, al posto dell’indignazione benpensante per il ritorno di Silvia Romano c’era l’indifferenza, altrettanto ipocrita, per Patrick George Zaky, imprigionato da quello stesso regime egiziano che aveva torturato e ucciso Giulio Regeni.

L'Oscar coreano e Kobe Bryant

Eravamo reduci dalla prima notte degli Oscar che aveva visto la vittoria inaspettata del bellissimo Parasite di Bong Jon-hoo, e ci spendevamo nel consigliare titoli coreani da scoprire, piccoli capolavori come Castaway on the moon e Old Boy. E se oggi ammiriamo il fascino umano troppo umano di Michael Jordan in The Last Dance, a Febbraio ricordavamo Kobe Bryant, morto improvvisamente in un incidente aereo con la figlia a Los Angeles. Il divorzio tra Amber Heard e Johnny Depp ci diede l’impulso a un più vasto dibattito sulle violenze domestiche, in quel caso sugli uomini, sfaccettando ulteriormente i già complessi problemi tra i sessi.

Kobe Bryant

Kobe Bryant

Mentre parlavamo di tutto questo, due notizie iniziarono a circolare: l’espulsione di tre giornalisti del Wall Street Journal dalla Cina, che accusavano il colosso asiatico di gestire male quello strano e nuovo coronavirus, e la morte di un medico oftalmologo diventato icona del web: Li Wenliang, il cui grido di allarme sulla nuova malattia era stato silenziato dalla dittatura di Xi Jinping. Pochi giorni dopo avremmo scoperto da soli quanto coraggioso fosse stato quel dottore di Wuhan e quanto importanti le sue parole. Il 18 febbraio, infatti, l'anestesista Annalisa Malara decise di testare un paziente di Codogno con una leggera polmonite e l'Italia si accorse di avere la pandemia in casa, meno di un mese dopo tutto il paese entrò in quarantena.

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