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Pistole e social network. Il gangster del futuro è su Amazon

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La fine del 2020 ha portato con sé poche certezze una di queste è che il mondo sta cambiando e Guy Ritchie ne è al corrente e lo dimostra nel suo ultimo lavoro The Gentlemen in esclusiva italiana su Amazon Prime Video dal 4 dicembre.

The Gentlemen di Guy Ritchie

Dopo una serie di franchise d’apparato il regista britannico torna a scrivere e girare un film sul terreno a lui congeniale del gangster movie. Una pellicola certo figlia dei 90s e di quel filone d’oro di stampo tarantiniano che avvolse il gangster in una panatura ultrapop rendendola commestibile anche alle più progressiste delle masse. È il regista a offrirci questa chiave di lettura, tramite l’immaginario film del viscido investigatore Fletcher (Hugh Grant): «Un processo chimico, per mantenere la grana dell’immagine, 35mm; non è Tv; formato cinema all’antica; noi dell’ambiente lo chiamavamo anamorfico o formato 2:35». Nonostante questa premessa, The Gentlemen viene chiamato sin da subito a confrontarsi col mondo odierno: il genere gangster deve misurarsi con diversi temi che attraversano il nostro quotidiano e con cui non aveva mai fatto i conti in precedenza.

La legalizzazione della Marijuana

L’attività di Mickey (Matthew McConaughey) deve cambiare proprietario, una questione di facciata. In un mondo in cui il business dell’erba passa nelle mani statali non si tratta più di spacciare, ma di sopperire al bisogno d’apparato con grandi quantità di prodotto. Per farlo occorre un volto pulito che non abbia avuto problemi con la legge. Il business si fa azienda. Il mondo in evoluzione ha accettato la morale di Mickey: la marijuana presto verrà legalizzata anche in Inghilterra, è solo questione di tempo. Chi eredita l’attività eredita anche un sistema completo di scienziati, botanici, sommelier e landlord. Quella che potrebbe rivelarsi una maledizione per il gangster viene vista dallo stesso come un’occasione di aggiustare la propria situazione. Liberalizzare significa – letteralmente – far emergere un intero mondo sommerso e garantire dignità a lavoratori, imprenditori e persino ai grandi proprietari terrieri. La pianta su cui Mickey ha costruito un impero è a un passo dall’essere accettata dal sistema statale e con la sua legalizzazione avverrà anche l’agognata accettazione e, con essa, il riscatto morale del protagonista.

Il crimine e i new media

C’è ancora spazio per il gangster movie nel mondo dell’online streaming?Creare una sacca di resistenza contro la velocità dei nuovi media è la priorità dei gangster psico-cool di Guy Ritchie. La contemporaneità si muove velocemente, talmente veloce che un furto in un vivaio di marijuana diventa il videoclip di una canzone trap prima che il colpo sia finito; tre telefonini fotografano un cadavere prima che chiunque possa accorgersene. Il gangster e il genere gangster movie non si giovano di questa velocità d’informazione, più che di pensiero. La segretezza, l’anticipazione, l’inganno e l’effetto sorpresa devono fare i conti con l’online, tanto per il regista quanto per i personaggi. Il parlare serrato, aiutato dal montaggio musicale, per quanto veloce, non riesce a stare dietro al fagocitante potere delle piattaforme di online streaming. Se le vecchie cattive maniere riescono ancora a placare il vetusto giornalismo d’inchiesta, le nuove forme di condivisione rappresentano un nemico mutevole e inafferrabile per la malavita. Di questi tempi un gangster deve saper correre.

La generazione Z

Alla nuova generazione manca un padre e Guy Ritchie affida questo ruolo vacante ai suoi gangster radical chic. Raymond Smith (Charlie Hunnam) si presenta subito con una barba curata, outfit impeccabile, occhiale elegante e grande professionalità. Coach (Colin Farrell) è un improbabile allenatore che cerca di tenere a bada i bollenti spiriti di un gruppo di ragazzi sbandati con allenamento fisico e insegnamenti di vita. Così nel mondo confusionario di una gioventù nichilista, questi radical chic gangster si muovono come arbiter di una partita persa in partenza, padri putativi di un’intera generazione smarrita, più preoccupati della sporcizia in cui vivono i figli o della loro felicità che della droga di cui abusano o del mondo liquefatto in cui affondano. In questo clima fioccano i luoghi comuni su etnie, droga e giovani in una salsa di presunta superiorità morale che, volutamente, cozza con l’immagine ordinata del loro vestiario e del loro agire. Le colpe, per una volta non ricadono sui padri, ma sui figli stessi rei di non condividere con gli amici i propri pensieri, di “scegliere lo squallore” e di “annegare nei sensi di colpa da liberali”. In tal senso il film si rivolge alle nuove generazioni provocandole e cercando di metterle in guardia tramite i più improbabili degli antieroi. Per questi e altri motivi The Gentlemen aggiorna il genere gangster alla versione 2.0, un aggiornamento che lo pone come interlocutore della contemporaneità in puro stile Guy Ritchie: leggerezza, risate, azione, cast d’eccellenza e colonna sonora di altissimo profilo.

I film di Guy Ritchie

  • The Hard Case (1995) - Cortometraggio
  • Lock & Stock - Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels) (1998)
  • Snatch - Lo strappo (Snatch) (2000)
  • Travolti dal destino (Swept Away) (2002)
  • Revolver (2005)
  • RocknRolla (2008)
  • Sherlock Holmes (2009)
  • Sherlock Holmes - Gioco di ombre (Sherlock Holmes: A Game of Shadows) (2011)
  • Operazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E.) (2015)
  • King Arthur - Il potere della spada (King Arthur: Legend of the Sword) (2017)
  • Aladdin (2019)
  • The Gentlemen (2019)
Il digiuno di Marco Cappato per la legalizzazione della cannabis
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