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Donne, LGBT, minoranze etniche. I nuovi requisiti politically correct per vincere un Oscar

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L’Academy ha preso una decisione, per il 2024, che è l’esito di un percorso ormai decennale, di tutto lo show business americano, verso una più forte inclusività. Il politically correct, sviluppatosi negli anni Novanta tra i campus delle Università americane per formare una zona sicura dove realizzare la società multiculturale immaginata dagli studenti dell’epoca, è sbarcato a Hollywood da tempo. Da molti anni anche le scelte dell’Academy cercano di essere le più inclusive possibile, basti pensare agli Oscar di Moonlight e Green Book, interpretati entrambi dallo straordinario Mahershala Ali.

Come funzionano i nuovi standard

Gli Oscar non sono la prima istituzione del cinema a creare una serie di standard di inclusività e diversità. Iniziò il British Film Institute con una serie di impegni per poter accedere alla produzione e alla distribuzione di film e programmi tv, seguendo l’UK Act of Equality del 2010. Ora tocca all’Academy che, progressivamente, introdurrà gli stessi standard obbligatori del BFI per poter competere come Miglior Film mentre «tutte le categorie diverse da quella saranno soggette ai loro attuali requisiti di idoneità» fa sapere l’Academy. I nuovi standard sono divisi in quattro settori: A, che riguarda sia il tema del film che la rappresentazione sullo schermo attraverso attori principali e secondari; B, sulla composizione del team creativo e dei suoi leader; C, per aumentare l’accessibilità della produzione per i lavoratori; D, su una maggiore inclusività nella leadership che formerà la comunicazione e il marketing della produzione nei confronti del pubblico. In pratica, per essere candidata come Miglior Film, la pellicola dovrà scegliere tra una storia che parli di:


  • Donne
  • Gruppo razziale o etnico
  • LGBTQ+
  • Persone con disabilità cognitive o fisiche, non udenti o ipoudenti

Impiegare nella produzione, da uno dei protagonisti al 30% del cast secondario, da due leader del team creativo a sei altri membri della squadra e il 30% della troupe, lavoratori di questi gruppi:


  • Donne
  • Gruppo razziale o etnico
  • Asiatico
  • Ispaico/Latino
  • Nero/afroamericano
  • Indigeno(Nativo americano/ nativo dell’Alaska
  • Mediorientale/nordafricano
  • Nativo hawaiano o altro isolano del Pacifico
  • Altra razza o etnia sottorappresentata
  • LGBTQ+
  • Individui con disabilità cognitive o fisiche, non udenti o ipoudenti

Oppure aprire tirocini formativi per persone appartenenti a queste categorie e avere almeno un dirigente senior di questi gruppi nel settore marketing, distribuzione e pubblicità, come spinta a una nuova comunicazione col pubblico, più inclusiva e diversificata. Per poter concorrere come Miglior Film, le pellicole dovranno soddisfare almeno due di queste quattro categorie.

Quando saranno obbligatori i nuovi standard

L’introduzione di questi nuovi criteri di inclusività non sarà immediata. D’accordo con l’AMPAS e la Producers Guild of America, l’Academy chiederà alle produzioni di compilare un modulo confidenziale dalla 94° edizione degli Oscar. Solo dalla 96° edizione, quella del 2024, i criteri diventeranno obbligatori e sarà impossibile competere al premio cinematografico più famoso del mondo senza rispettarne almeno due su quattro. Il presidente dell’Academy David Rubin e il CEO Dawn Hudson, hanno commentato: «Dobbiamo ampliare il nostro sguardo per riflettere la popolazione globale sia nella creazione di film che nel pubblico che li guarda. Crediamo che questi standard di inclusione saranno catalizzatori di un profondo e duraturo cambiamento nella nostra industria».

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