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Siamo entrati nei gruppi no vax durante il coronavirus

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Se c’è una cosa che il nuovo coronavirus sembrava aver spazzato via erano proprio loro, i no vax, i nemici dei vaccini per vocazione. Ma, invece, l’emergenza sanitaria globale ha tirato fuori dal cilindro orde di complottisti di ogni genere, pronti a leggere dati e studi alla luce di presunti giochi di potere fra Stati e organizzazioni. E così, i no vax, e i free-vax tornano alla riscossa, forti del clima di incertezza generale. Dati per estinti a inizio epidemia, sono vivi e vegeti più che mai. Con una novità: i no mask. Siamo entrati nei loro gruppi per scoprire come stanno reagendo al coronavirus.

Il vaccino antinfluenzale come causa del coronavirus

Facebook e Twitter sono ancora la prateria degli antivaccinisti o, come amano definirsi, di coloro che sono per la libera scelta vaccinale. Sulla piattaforma di Mark Zuckerberg, troviamo il gruppo pubblico (dal titolo in caps lock) Free-vax Italia. La bacheca pullula di presunti studi sulla reale pericolosità del coronavirus e di confessioni di medici “coraggiosi” che avrebbero avuto il merito di andare contro multinazionali e organizzazioni per raccontare cosa sta veramente accadendo. Si contestano i dati forniti dall’Istituto superiore di sanità, colpevole di aver gonfiato i dati su deceduti e tasso di mortalità, e si cercano addirittura correlazioni fra vaccini e coronavirus.

I no vax, il coronavirus e il vaccino anti influenzale

I no vax, il coronavirus e il vaccino anti influenzale

L. scrive che «a Bergamo e Brescia hanno fatto anti-influenzale in 185mila e 34mila anti-meningite, ecco perché sono le più colpite». Colpevole della strage di Bergamo sarebbe dunque il vaccino contro l’influenza che avrebbe portato, tra i vari effetti collaterali, alla necessità di servirsi della ventilazione meccanica artificiale. L’ipotesi sembrerebbe essere suggerita dal titolo di un articolo pubblicato su PubMed, il portale che pubblica ricerca scientifiche, a proposito di virus e vaccinazioni. Ma si tratta di suggestioni: se si scorre alle conclusioni del paper si legge che non c’è nessun legame significativo tra sindrome respiratorie gravi e vaccini anti-influenzali.

I negazionisti del coronavirus

Non tutti, però, sono convinti che sia in atto una pandemia globale. Secondo R., ispirato dalle dichiarazioni del guru Montanari, «questa è un’epidemia inventata. Il virus circola già da ottobre ed è già mutato diverse volte. La mortalità da covid-19 è pressoché nulla. I morti con il covid-19 sono morti di cancro, diabete, malattie, cardiovascolari, epatiche… E sono morti all’età media di 80 anni e questo significa che il covid-19 non ha alterato in alcun modo l’aspettativa di vita». A essere reale, invece, l’esistenza di una regia molto precisa e segreta condotta dall’Oms, a sua volta mossa, sempre segretamente, dalle grande imprese del farmaco.

Il riassunto dei negazionisti no vax del coronavirus

Il riassunto dei negazionisti no vax del coronavirus

Il coronavirus non sarebbe altro che un’influenza stagionale, che mieterebbe meno vittime «delle zecche». Il resto è isteria di massa. Gli scettici ci sono, come M. che scrive: «non so come fate a dire che più o meno la stessa cosa… se ci comportassimo come fosse una semplice influenza i morti sarebbero più del doppio». Ma si tratta di mosche bianche. Insomma, il SARS-CoV-2 è la conferma di anni di sospetti su case farmaceutiche e comunità scientifica ufficiale. Il vaccino? Neanche a dirlo: sarà una truffa colossale che porterà alla vera «morte di massa», «come tutti i vaccini».

Prove generali di dittatura

La quarantena letta con la lente degli antivaccinisti non è altro che un arresto domiciliare di massa. Chi resta a casa è una «pecora» e c’è chi invita a uscire in massa. Su Twitter gira l’hashtag #fintaemergenzacoronavirus c’è pure qualcuno che invita ad azioni legali contro il premier Giuseppe Conte perché colpevole di aver instaurato un clima dittatoriale. Non sono risparmiate nemmeno le lezioni a distanza che sarebbero un modo per consegnare bambini e famiglie ai giganti del web.

Il coronavirus come prova per la dittatura

Il coronavirus come prova per la dittatura

Quelle in atto sarebbero le prove generali di una destabilizzazione del nostro Paese, un tentativo di «svendere l’Italia come accaduto con la Grecia», decretando la fine del sistema industriale italiano e l’inizio della troika. Mentre la comunità scientifica si interroga di fronte al nuovo coronavirus, gli unici ad avere certezze sembrano proprio i no-vax, che mescolano complottismo a sentimenti antiscientifici. E così, spiegare cosa accade nel mondo diventa quasi un gioco, come quando da ragazzi ci raccontavamo storie di paura, al buio: vince chi la spara più grossa.

Un coraggioso prova a spiegare la gravità del coronavirus

Un coraggioso prova a spiegare la gravità del coronavirus

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