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Come ti fa sentire la droga del futuro

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Il 25 febbraio 2019 i Nas di Roma sequestrarono la prima spedizione intercettata di fentanyl in Europa. 20 grammi di sostanza, che possono sembrare pochi ma corrispondono a decine di migliaia di dosi. «Con 25 milligrammi di eroina ci si sballa» commentò il generale Adelmo Lusi «con 25 milligrammi di fentanyl si muore». Fu un segnale d’allarme, per il nostro paese, dell’arrivo di una droga nata come farmaco e diffusasi dagli anni Novanta in AmericaCanada, UK e ora in Europa. Negli USA, con gli altri oppioidi, è ormai un’emergenza sanitaria e prima causa di morte tra i giovani: 46.082 morti l’anno, più delle armi, degli incidenti stradali e dell’HIV.

Come fa sentire il fentanyl

Un’ondata di euforia che porta via ogni dolore fisico, poi una lunga calma sonnolenta che sprofonda nell’atarassia e infine, nuovamente, nella depressione, nell’ansia e nell’astinenza. Il ciclo del fentanyl somiglia a quello degli altri oppiacei, in particolare dell’eroina. Trovare testimonianze dirette che raccontino questa droga non è semplice: come vedremo viaggia su internet e il suo arrivo in Europa è relativamente recente. Ma nell’Est è già diffusissima e da quelle zone ci giungono i racconti di tanti, troppi consumatori. L’effetto dura solo una o due ore, i ragazzi allora lo rinforzano prendendo altre sostanze, come gli ansiolitici. Man mano che la dipendenza avanza il ciclo del fentanyl diventa sempre più rapido e costringe a farsi di continuo, praticamente ogni ora, per evitare le fitte di dolore alle gambe, le vampate di calore e i brividi tipici dell’astinenza. I rischi così aumentano, poiché la sostanza è molto potente e difficile da gestire. In Italia questa versione del fentanyl da strada che domina le piazze dell’Est è stata marginalizzata da quella più pura del mercato in rete.

Dove si acquista il fentanyl

La darknet, il lato oscuro della rete. «È stato sicuramente quello il canale di introduzione del fentanyl in Italia» ci spiega il dott. Stefano Bertoletti, Responsabile Area Prevenzione e Riduzione del Danno del CAT. «Sul deep web si vendono tutti i derivati del fentanyl, il carfentanyl e decine di nuovi prodotti. Le persone riconoscono le sigle e li comprano». Negli shop sulla darknet, in particolare nei due maggiori market del deep web, Alphabay e Nucleus, si trova di tutto: MDMA, cocaina, eroina e oppioidi. Il consumatore ordina il prodotto dai vari vendors, seguendo le recensioni, e si fa spedire la sostanza per posta, come la partita intercettata dai Nas di Roma nel 2019. Esiste anche un controllo qualità gestito dalla ONG spagnola Energy Control, alla quale si rivolgono i consumatori del web: «L’acquirente ha la possibilità di testare la sostanza che compra inviando un campione a loro che poi gli dicono cos’è» ci spiega sempre il dott. Bertoletti che, col giornalista di inchiesta Alessandro De Pasquale, Sostanze.info e il progetto Indici, ha pubblicato un’indagine proprio sul narcotraffico nel deep web. La clientela è principalmente giovane, attorno ai 25-30 anni, con una certa conoscenza della tecnologia e le risorse per accedere al mercato nero in rete. «Credo che la generazione più anziana ne stia alla larga anche perché non può accedervi».

Più pericoloso dell’eroina

Il fentanyl è 100 volte più potente della morfina e 50 volte più dell’eroina. La sua letalità è così alta che i piccoli spacciatori evitano di imbastire piazze di spaccio fisiche e la sostanza è accessibile in Italia, per ora, solo tramite la darknet. «Il problema è il dosaggio del fentanyl, che si è evoluto come farmaco» spiega sempre Bertoletti. «Il microdosaggio non è facile da fare. Bisogna avere strumenti che lo consentano». In Europa i morti da fentanyl sono circa 8.000 ma in Italia l’entità del fenomeno stenta ad emergere, anche perché i casi sono difficili da individuare. La “vittima zero”, un trentenne di Milano, fu scoperta solo per la testardaggine di Marica Orioli, che dirige il laboratorio di tossicologia forense dell’università di Milano: «Aveva comprato droga sul web. Sembrava una normale overdose: siringa, accendino, buchi nel braccio. Ma nel corpo non c’era traccia di eroina. Ci siamo incaponiti e abbiamo trovato un analogo del fentanyl». Dopo un anno e mezzo di lavoro. Quella morte rivelò una delle paure suscitate da questa sostanza: il suo uso per tagliare l’eroina. Un timore vivo e reale tra i consumatori che, nei forum dedicati alle droghe su internet, scrivono post per avvertire del pericolo. Stefano Giancane, tossicologo del SERD di Bologna, concorda con loro: «Che in Italia ci siano consumatori che volontariamente acquistano fentanyl sul web è per me un dato certo, io stesso ho degli utenti che mi dicono di averlo fatto, anche se poi magari non hanno avuto il coraggio di usarlo. Ma non ritengo sia questo l’aspetto preoccupante di queste sostanze, quanto piuttosto l’adulterazione e cioè le assunzioni inconsapevoli che cambiano la letalità dell’eroina». Un fenomeno che non è nuovo e che risale già ai ’70-’80 quando l’eroina “China White”, tagliata con meperidina, alfa-metilfentanyl e 3-metilfentanyl, fece una strage. Il timore è, quindi, che questo oppiaceo colpisca anche i già numerosi consumatori di eroina che affollano le piazze di spaccio. E sulla strada non esiste controllo qualità, solo la fortuna.

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