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I Sex Pistols furono il grido di rabbia di una generazione. Ora Danny Boyle li racconta in una serie

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Durarono quattro anni e produssero quattro singoli e un solo album, ma l’influenza dei Sex Pistols sulla storia della musica e della cultura occidentali è stata incommensurabile. Per questo, la nuova miniserie Pistol di Danny Boyle, regista del cult Trainspotting, può essere l’occasione giusta per riscoprire la loro storia e come hanno cambiato per sempre la musica.

La storia irripetibile dei Sex Pistols

I Sex Pistols esplosero come un proiettile sparato da Malcolm McLaren e colpirono al cuore la Londra del 1975, dando un impulso dirompente al movimento punk britannico. Il gruppo emerse dalla rete di conoscenze che orbitava attorno al Let It Rock, il negozio di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood a Chelsea, al centro della nascente scena punk. Johnny Rotten, prossimo frontman della band (che non aveva mai cantato), era un cliente abituale del negozio coi suoi amici Siouxsie Sioux, Steven Severin e Billy Idol; Glen Matlock, bassista, era uno dei commessi; Paul Cook e Steve Jones, gli altri due membri dei Pistols, facevano parte dei The Strand, gruppo gestito da McLaren. Il nome fu ispirato, allo stesso McLaren, da una maglietta in vendita al Let It Rock con la scritta SEX. Il 6 novembre del 1975 iniziò la loro storia musicale, con un concerto al Saint Martins College, dove studiava Matlock. Un live che non fecero mai, furono cacciati prima dell’inizio della performance e, nei mesi seguenti, imperversarono con concerti pieni di volgarità e provocazioni. Anarchy in the UK, God Save the Queen e, nel 1977, l’arrivo di Sid Vicious, furono le premesse necessarie a quello che seguì: Nevermind the bollocks, here’s the Sex Pistols. L’album, le interviste, i live della band, la loro furia iconoclasta furono uno schiaffo al mondo istituzionale come non se ne erano visti neppure nei ’60. La scena musicale dell’epoca, magniloquente e ancorata al passato, apparve allora come un branco di dinosauri e l’Inghilterra in cui si muovevano un panorama giurassico fuori dal tempo. I Sex Pistols furono il primo vero grido di guerra di una generazione stanca di pace e amore, ideologie fallimentari e rivoluzioni senza uscita. La loro ribellione, a metà tra rifiuto sincero e mossa di marketing, coinvolse anche The Stooges, Ramones, The Damned e Clash dando vita al punk rock, una delle influenze artistiche più fertili di sempre. Aspetto ironico per un genere che voleva distruggere, almeno secondo Rotten: «Tutto ciò che stiamo cercando di fare è distruggere ogni cosa!».

Pistol, la miniserie di Danny Boyle

«Immagina di entrare con i tuoi compari nel mondo descritto da The Crown e Downton Abbey e urlare le tue canzoni e la tua rabbia verso tutto quello che rappresentano» ha detto Danny Boyle. «Questo è il momento in cui la società britannica e la sua cultura cambiarono per sempre. Un punto di rottura per la street culture britannica, dove persone ordinarie erano sul palco a gridare la loro furia e il loro stile – e tutti dovevano guardare e ascoltare, esserne spaventati o seguirli. I Sex Pistols. Al centro c’era un affascinante e illetterato cleptomane – un eroe per quell’epoca – Steve Jones, che divenne per sua stessa ammissione il 94° più grande chitarrista di tutti i tempi. Questa miniserie parlerà di come ci è arrivato». Danny Boyle sta girando Pistol per il canale FX del gruppo Disney. Lo show sarà composto da sei episodi basati su Lonely Boy: Tales From a Sex Pistol pubblicato dal chitarrista della band Steve Jones nel 2017, e racconterà la storia del suo arrivo all’iconica Sex boutique di proprietà di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, tracciando ascesa e caduta di Johnny Rotten, Sid Vicious, Paul Cook e Glen Matlock. Per ora è noto il cast: Toby Wallace, Anson Boon, Louis Partridge (nella parte di Sid Vicious), Jacob Slater e Fabien Frankel. Gli showrunner Craig Pearce e Frank Cottrell Boyce. Alla regia, naturalmente, Danny Boyle, il cineasta che più di tutti, nella scena inglese, è riuscito a catturare immaginari e narrazioni di quella parte di Inghilterra dove il punk nacque e lasciò un segno indelebile.

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