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I frutti di mare sono invasi da microplastiche. E finiscono nei nostri piatti

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Mangeresti mai consapevolmente delle microplastiche? Eppure è quanto succede, perché i frutti di mare che finiscono nei nostri piatti ne sono invasi. Lo spiega una ricerca condotta dalla Hull York Medical School delle Università di Hull e York, nel Regno Unito. Le più contaminate sarebbero le cozze, le ostriche e le capesante, specie quelle al largo delle coste asiatiche. Cina, Australia, Canada, Giappone e Stati Uniti sono tra i maggiori consumatori di molluschi, seguiti da Unione Europea e Regno Unito. Per quanto riguarda i pesci, «sono state trovate microplastiche in varie parti di organismi come l’intestino e il fegato», ha spiegato Evangelos Danopoulos, primo autore del lavoro. Ma è ai frutti di mare che dobbiamo stare particolarmente attenti. "Le specie di frutti di mare come ostriche, cozze e capesante vengono consumate intere mentre dei pesci e dei mammiferi più grandi vengono consumate solo alcune parti". Non a caso, di recente una ricerca choc dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma ha rinvenuto delle microplastiche nella placenta umana. Microplastiche il cui ingresso nel corpo umano avviene proprio grazie agli alimenti contaminati, oltre che attraverso l'apparato respiratorio.

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