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Solo famiglie e imprese. È l'Italia non tradizionale che il Governo sta dimenticando

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Famiglie. Imprese. Famiglie. Imprese. Famiglie. Imprese. Dal centro vaccinale di Fiumicino il nuovo premier Mario Draghi si rivolge “agli italiani” annunciando nuove restrizioni. Saranno feste di Pasqua in quarantena, così come lo furono nel 2020. Ma basterà avere pazienza, spiega Draghi: «Qualche giorno fa ho ringraziato gli italiani per la loro infinita pazienza», spiega il premier. Il sorriso cede il posto alla serietà, sta arrivando un nuovo pugno al volto. «Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato psicologico di noi tutti». Le mani avanti. «Dobbiamo evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti». Ancora? «Ma a queste misure» - eccola - «si accompagna l’azione di Governo a sostegno di famiglie e imprese». Di famiglie e imprese.

Draghi torna alla logica dei congiunti

Nella speranza di rassicurare i suoi connazionali, prendendo il celeberrimo ‘cuore in mano’, il Premier Draghi ha detto la verità, solo la verità. Negli occhi dell’azione di Governo ci sono due categorie, due gruppi sociali molto ben delineati: c’è l’impresa e c’è la famiglia. Manca l’individuo, il singolo, mancano le madri separate, i giovani disoccupati, mancano i disperati, mancano tutti coloro che faticano a rientrare nei binari sociali e produttivi che il Governo ha tracciato: famiglia e impresa. Famiglia, possibilmente tradizionale. D’altronde questa è quella che l’Italia ha deciso per i suoi cittadini, l’unica socialmente e giuridicamente accettata. Si rientra nella logica dei congiunti, il termine rispolverato dall’ex Premier per delineare le concessioni, decidere quali persone potevano essere incontrate a 50 giorni dal primo, tremendo lockdown.

Imprese e famiglie, nessun individuo

Parliamo poi di impresa, perché alle imprese si rivolge Draghi: impresa, “un complesso di rapporti giuridici nascenti da un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”, così la definisce la Treccani. «Non vi lasceremo sole, imprese». «Non vi lasceremo sole, famiglie». E nella nobile intenzione di mostrarsi solidale, il Governo ha escluso di colpo milioni di italiani. Perché una famiglia su tre, nel nostro Paese, non è una famiglia: è composta da un solo elemento. È l’Italia dei single che il Governo sta dimenticando. È l’Italia dei nonni che assistono nipoti quarantenni disoccupati. L’Italia delle imprese, sì, ma individuali, delle partite IVA, dei finti dipendenti, dei disoccupati, della banconota da 10 € lasciata sul comodino di figli adulti da genitori sempre più anziani. È un’Italia alla quale non si può promettere un vago “scostamento di bilancio”. Si tratta di un’enorme porzione di paese che ha bisogno di risposte vitali. E di qualcuno che – quantomeno – li riconosca come individui. Se possibile, prima di Pasqua.

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