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disturbi alimentari

Sono entrata in un gruppo pro anoressia

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Telegram, Tumblr ma soprattutto Kik e Discord: sono le app usate dalle cosiddette pro ana, ragazze (ma anche ragazzi) che si definiscono pro anoressia e che si incitano a vicenda a perdere chili «fino a far vedere le ossa». Pochi minuti su Google e scopro che entrare in contatto con una pro ana non è assolutamente semplice: i gruppi WhatsApp sono stati quasi tutti oscurati così come quelli Telegram, ad eccezione di qualche canale. «Aiuterò tutte voi a diventare perfette, faremo le cose insieme». È il messaggio con cui l’utente Pro ana mi accoglie sul suo canale Telegram che conta ben 355 iscritti. «Io sono partita da 800 calorie fino ad arrivare a 300. Mollare vuol dire riniziare». La chat è ferma al 6 gennaio.

Telegram, Tumblr, Kik e Discord: sono le app usate dalle pro ana

Cerco qualcosa di più fresco e mi butto su Tumblr. Quando digito l’hashtag #proana il social mi chiede se ho bisogno di aiuto. Schiaccio il bottone “continua” e scopro un universo di blog fatto di foto di ragazze anoressiche e di post pro anoressia, con tanto di consigli per una dieta sotto le 400 calorie, oltre a una serie di link a gruppi su Kik. Entrarci non è semplice: oltre a dover mandare una mia foto, dichiarare età, peso e altezza, devo rispettare una serie di regole tra cui un body check il venerdì, in cui devo fotografarmi in mutande e reggiseno per dimostrare che mi sto impegnando seriamente. Se sarò stata brava, allora sarò l’Ana’s angel per sette giorni, altrimenti mi beccherò l’infamante etichetta di piggy.

Nei gruppi pro ana, tra bullismo e manipolazione

Per spronarsi a vicenda le mie compagne aspiranti anoressiche si servono di messaggi pre-settati sulla chat. Basta digitare meanspo e appaiono una serie di frasi di incoraggiamento che sanno di bullismo. «Guardati. Guarda tutto quel grasso. È disgustoso, nessuno vorrà mai esserti amico. Metti da parte il cibo e corri ad allenarti, questo è quello di cui hai bisogno. Non hai più scuse», è il primo che mi capita sotto mano. All’interno del gruppo si discute di digiuni e di binge, cioè di abbuffate di cibo nelle quali capita di incorrere dopo lunghi periodi di privazioni. Mi chiedono se sono stata anoressica. Mento e dico di sì per evitare di essere cacciata dal gruppo. Una ragazza mi contatta privatamente e mi dice di aver scelto di «scendere drasticamente» di peso. «Sto malissimo. Ho due amiche anoressiche e sono perfette. Una di loro mi dà consigli, mi dice di bere quando ho fame».

La ricerca della perfezione estetica viene estremizzata

Le chiedo qualche dritta. «Uno spicchio di mela al giorno va bene anche se ci sono gli zuccheri. Meglio però puntare su insalate scondite e lassativi». Dopo poco mi arriva un altro messaggio, stavolta da un’“ana coach” che dovrebbe aiutarmi a perdere peso. «Il tuo corpo adesso è mio quanto tuo, per cui farai tutto quello che ti dirò. Ho già fatto diventare magre 19 ragazze», mi scrive. Mi chiama piggy e mi chiede di fare un fat pull, un video nuda in cui “tirare” il grasso accumulato per punirmi di «essere così grassa». Mi rifiuto. Non la prende molto bene e mi accusa di voler nascondere il grasso sotto i vestiti. Mi manda un suo video per convincermi che devo diventare magrissima come lei. Non posso fare altro che segnalarla a Kik.

Vorresti aiutare queste persone, ma non sai come

Vorrei fare di più per lei e per le altre ragazze. Per il momento ci penserà Kik che chiuderà i battenti entro fine mese. Ma le pro ana si sono già organizzate e molti gruppi sono migrati su Discord. E quel gioco perverso fatto di esaltazione della malattia e bullismo riprenderà il suo corso.

Billie Eilish contro il body shaming

Siamo entrati anche nei gruppi che odiano le donne e in quelli dei no-vax.
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